Proteste giovanili al Nord, silenzio al Sud: disuguaglianze, emigrazione e declino demografico dietro due diverse reazioni sociali

Nelle città del Nord Italia (Milano, Torino e Bologna) ci sono state le più sensazionali manifestazioni di protesta giovanile degli ultimi fine settimana di ottobre. Niente di tutto questo è avvenuto nelle città meridionali. Se ci sono state delle manifestazioni in alcune città meridionali, non hanno avuto le dimensioni ed il clamore paragonabili a quelle delle città settentrionali. Sono state fatte analisi, alcune delle quali meritevoli di attenzione, sulle cause e sulle caratteristiche di queste manifestazioni, che hanno avuto degli aspetti di una violenza inaccettabile, quali devastazioni e saccheggi di negozi a Milano. Dietro a queste manifestazioni di protesta giovanile c’è la rabbia accumulata per la crescita delle diseguaglianze sociali ed economiche non più sostenibili e per il peggioramento delle condizioni di vita non più accettabile di ampi strati popolari, e non solo dei ceti medi. Si sente spesso parlare solo di ceto medio, come se non esistessero più operai, e gli italiani fossero un popolo di solo ceto medio.Dall’intervista ad un giovane, che vive in uno dei quartieri popolari e periferici di Milano, tutto questo viene fuori con estrema chiarezza. Per contribuire al bilancio della sua famiglia di appartenenza, questo giovane lavora in un bar di Milano per un compenso di 6 ore l’ora, che a fine mese arriva ad 800 euro. Per recarsi al lavoro, al bar di Milano, passa davanti ad un negozio di lusso, dove in vetrina è esposta una borsa che costa 1.800 euro. E’ facilmente intuibile cosa provi di fronte a questa rappresentazione plastica della squilibrata distruzione della ricchezza. Anche nelle città e nei paesi grandi e piccoli del Sud Italia le disuguaglianze economiche e sociali ci sono. Anche qui le famiglie degli strati popolari, oltre a quelle del ceto medio, fanno salti mortali per arrivare a fine mese. Capita spesso di sentire da amici e conoscenti che non possono nemmeno curarsi perché accertamenti e medicine costano molto, e loro non hanno i soldi per acquistarle Eppure, non ci sono significative manifestazioni di protesta. Questo è in buona parte riconducibile ad una disarticolazione della struttura sociale di città e paesi, che rende problematico organizzare una mobilitazione sociale per raggiungere un obiettivo collettivo. Ad animare le manifestazioni di protesta sono i giovani. Le società di questi paesi e città, in calo demografico, hanno una forte prevalenza di anziani, che sono refrattari ad azioni collettive. Si riduce il peso delle giovani generazioni in queste società che invecchiano e in declino demografico. Questo è un fenomeno sociale che si riscontra anche nelle città del Nord Italia. Nel meridione, su questa ridotta reattività alle disuguaglianze sociali e al caro vita incide anche l’emigrazione giovanile, che c’è anche al Nord verso l’estero, ma non nella misura in cui avviene al Sud.

Silvano Privitera

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