Dalla fine dell’Ottocento alla fine della Seconda guerra mondiale, quindi dai governi liberali di Crispi e Giolitti alla dittatura fascista, vennero raccolte da appositi organismi e funzionari dello Stato in un grande archivio, denominato Casellario Politico Centrale, informazioni su cittadini italiani. Ritenuti, per le loro idee, politicamente pericolosi o comunque meritevoli di sorveglianza da parte delle autorità.
Nell’elenco di tutti i fascicoli che riguardano i cittadini italiani schedati (consultabile online sul sito dell’Archivio Centrale dello Stato) figurano anche diversi troinesi che militarono o simpatizzarono per le correnti politiche che animarono l’opposizione politica allo Stato liberale e al Fascismo.
Tra i nominativi più antichi compare quello di Antonino Cittadino, nato nel 1839. Il suo fascicolo rimase aperto dal 1895 al 1929, segno di una lunga attenzione da parte delle autorità. Cittadino risulta classificato come socialista, appartenente dunque a quella generazione che vide nascere e diffondersi in Sicilia le prime organizzazioni operaie e contadine legate ai Fasci dei Lavoratori e al movimento socialista italiano.
Un’altra figura significativa è quella di Antonino Polizzi. Nato nel 1868 e farmacista di professione. Socialista, fu sorvegliato dal 1896 al 1931. La sua attività professionale gli garantiva certamente una posizione di rilievo nella società locale e testimonia come le idee socialiste non fossero diffuse soltanto tra i lavoratori agricoli ma coinvolgessero anche esponenti della borghesia intellettuale. Successivamente il suo nominativo venne radiato dagli elenchi di controllo.
Un altro schedato, Dante Leone Giuseppe Terzi, risulta nato a Troina, nel 1874. Anch’egli identificato come socialista, fu oggetto di attenzione tra il 1897 e il 1912. Esercitò la professione di segretario comunale, non a Troina ma in Calabria, a Grisolia, in provincia di Cosenza. La sua presenza nel Casellario dimostra come le autorità monitorassero attentamente anche i funzionari pubblici che manifestavano orientamenti politici considerati sovversivi.
Tra gli schedati compare anche un lavoratore “giornaliero”,Gaetano Schillaci, nato nel 1864. Sebbene risulti residente in America Meridionale, dove evidentemente ad un certo punto della sua vita emigrò, il suo fascicolo rimase attivo dal 1910 al 1941. La scheda sintetica che lo riguarda (e che è, come le altre, online) mostra il suo nominativo senza riportare un’esplicita appartenenza politica ma la lunga durata della sorveglianza suggerisce un interesse costante delle autorità nei suoi confronti, sicuramente legato a sue attività sindacali o politiche.
Controllo e repressione politica si accentuano con l’avvento del regime fascista e il numero complessivo degli italiani schedati aumenta notevolmente.
Silvestro Graziano, nato a Troina nel 1885, avvocato, giornalista, saggista e parlamentare eletto nelle file del Partito socialista, risulta schedato dal 1930 al 1941 come antifascista. Graziano, sebbene spesso lontano da Troina per motivi professionali e politici, ha svolto, come è noto, anche un ruolo importante nelle vicende locali del paese natio.
Negli anni trenta emerge, tra gli schedati, la figura di Michele Plumari, residente a Regalbuto ma nato a Troina nel 1898. Contadino e comunista, fu sorvegliato dal 1932 al 1943. Il suo nominativo risulta inserito nella Rubrica di Frontiera, uno strumento utilizzato dal regime per controllare gli spostamenti delle persone considerate politicamente pericolose. La sua vicenda testimonia la presenza, anche nelle campagne dell’Ennese, di nuclei legati all’opposizione comunista.
Particolarmente significativa è, poi, la storia di Giuseppe Zuccarelli, residente a Torino ma nato nel 1898 a Troina, di mestiere ebanista. Comunista, viene schedato dal 1932 al 1943 e denunciato al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, il principale organo repressivo del fascismo contro gli oppositori politici. Il suo caso rappresenta uno degli episodi più gravi tra quelli documentati per i cittadini troinesi presenti nel Casellario Politico Centrale.
Le schede sintetiche di questi sette cittadini di Troina raccontano una storia di idee, impegno civile e controllo politico. Socialisti, comunisti, antifascisti, professionisti, artigiani, contadini: persone diverse accomunate dall’essere finite sotto l’attenzione dello Stato per le loro convinzioni o attività.
Le loro vicende dimostrano come anche una comunità dell’entroterra siciliano fosse pienamente inserita nei grandi processi politici che attraversarono l’Italia tra Otto e Novecento. Recuperare queste biografie (in parte contenute nei fascicoli cartacei custoditi nell’Archivio Centrale dello Stato) significa restituire voce a uomini che furono protagonisti della storia locale e nazionale, contribuendo a costruire il patrimonio democratico e civile che oggi appartiene a tutti.
Silvestro Livolsi
