Il gruppo consiliare di minoranza “Troina, insieme” chiede alla Corte dei Conti se il comune di Troina ha diritto di ottenere dall’ente gestore del servizio idrico AcquaEnna il pagamento del canone di utenza per l’utilizzo dell’acqua proveniente dalle sorgenti di proprietà del comune sui Nebrodi. “Questa nostra iniziativa ha un fondamento giuridico nella Delibera della n. 297 del 2025 della Corte dei Conti che riconosce ai comuni il diritto al canone di utenza per le risorse idriche cedute all’ente gestore del servizio idrico”, spiega Lucia Gagliano, consigliera di “Troina, insieme”. Alfio Linguanti, anche lui consigliere comunale di “Troina, insieme”, aggiunge che nella convenzione stipulata nel 2004 con AcquaEnna non c’è, ma se la Corte dei Conti dovesse rispondere positivamente al quesito rivoltele, AcquaEnna deve pagare questo canone di utenza non solo al comune di Troina, quanto meno a decorrere da quest’anno. Naturalmente hanno diritto al canone di utenza anche gli altri comuni che hanno ceduto le loro risorse idriche all’ ente gestore. Gagliano e Linguanti fanno osservare che quella delibera n. 297 del 20025 della Corte dei Conti prevede anche il diritto dei comuni al canone di concessione per l’utilizzo delle infrastrutture di proprietà comunale utilizzate dall’ente gestore. Questo canone di concessione era previsto dalla convenzione dell’ATI di Enna con AcquaEnna. “Ma l’ATI di Enna, con la delibera n. 4 del 14 luglio 2020, ha deciso di toglierlo”, ricordano i due consiglieri comunali di “Troina, insieme”. Linguanti aggiunge che, se non fosse stato cancellato dalla convenzione, AcquaEnna avrebbe dovuto pagare all’ATI di Enna un canone di utenza annuo di 644 mila euro da distribuire ai comuni oppure realizzare cose utili per la collettività.
Silvano Privitera
