Troina: è sciopero all’Ettore Majorana

Oggi, 20 gennaio, gli studenti dell’Ettore Majorana hanno deciso di scioperare perché privi di alcuna sicurezza per il rientro in classe.

La protesta degli studenti è cominciata il 17 gennaio, durante la riunione del coordinamento provinciale: infatti, è sorta la paura di rientrare in classe poiché sprovvisti di qualsiasi sicurezza.
“Noi, avendo la possibilità di rientrare in sicurezza, in un primo momento, avevamo preso la decisione di non partecipare attivamente (ovvero presentandoci a scuola ma condividendo lo sciopero delle altre scuole e istituti provinciali privi di screening e mascherine) a codesto sciopero” – affermano i portavoce degli studenti del Majorana, Flavio Fiore, Davide Fallico e Marika Romano – “Nonostante le molteplici richieste inviate dalla Consulta Provinciale e Regionale, alle varie Associazioni Provinciali Sanitarie e alla Regione Siciliana, non siamo riusciti ad avere mai una risposta e non siamo stati mai presi in considerazione. In più, nella giornata di ieri, una delegazione di rappresentanti degli studenti della Provincia di Enna si è recata alla Prefettura di Enna per discutere di questa situazione e avere delle risposte. Amareggiati dall’esito di codesta riunione si è deciso di continuare”.
Inoltre, i rappresentanti sottolineano che il loro sciopero “non è rivolto né alla nostra scuola e né tantomeno all’Amministrazione Comunale che, anzi, ringraziamo per aver distribuito gratuitamente delle mascherine Ffp2 agli alunni, aver cercato di eseguire uno screening alla popolazione scolastica nonostante non fosse compito loro, colmando le mancanze di Regione Siciliana e ASP, e per aver, almeno loro, ascoltato le nostre richieste!”. Il desiderio di ritornare tra i banchi, dunque, non manca, ma gli studenti – soprattutto dopo le direttive di inizio anno sulle modalità di rientro in classe – sono confusi e indignati da tutta una serie di mancanze cui non si è cercato di far fronte. “La scelta da parte degli studenti di intraprendere questa protesta non è stata sicuramente una scelta presa a cuor leggero, ma è sintomo di una paura che accomuna la comunità scolastica tutta da un’organizzazione pressoché assente e da una confusione aberrante”.

CONCITA CARMENI

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