Troina, Consiglio Comunale: il Ddl Zan al centro della polemica

Ieri, 29 giugno 2021, durante la riunione del Consiglio Comunale, tra i diversi punti all’ordine del giorno è stata discussa – e approvata dalla maggioranza – la delibera a sostegno del Ddl Zan“Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati su sesso, genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”. L’assessore Stefano Giambirtone, nel corso dello svolgimento del consesso civico, ha presentato e sostenuto la delibera affermando che «l’obiettivo della proposta di legge è quello di contrastare ogni forma di violenza, una proposta che dovrebbe essere approvata e che non dovrebbe avere nessun tipo di ostruzionismo o opposizione». Inoltre, ha sottolineato che la popolazione troinese storicamente si è caratterizzata per il suo spirito di accoglienza e solidarietà e «per noi che come amministrazione in questi anni abbiamo spinto su questi temi […] questa disegno di legge contro i crimini d’odio deve costringere ognuno di noi a fare la propria parte».

Poco prima della votazione, tuttavia, il Consigliere Catania ha preso la parola: «la cosa che mi fa riflettere è che a Roma non si trovi il tempo all’interno delle Camere per parlare di cose veramente importanti, quale può essere per esempio l’assegno unico alla famiglie, e si trovi il tempo per parlare del cosiddetto Ddl Zan». Secondo il Consigliere, infatti, il Ddl Zan non colmerebbe alcun vuoto amministrativo, ma anzi, a suo dire «non è una legge contro la discriminazione e la violenza nei confronti degli omosessuali, tema serio e sul quale tutti siamo molto sensibili; il ddl Zan serve ad altro, lasciando ai giudici troppa discrezionalità». Catania, per corroborare ulteriormente la sua posizione, infine, si chiede «perchè in qualche scuola si è deciso di non fare educazione sessuale e adesso con la legge Zan (art 7) si parlerà di omosessualità? […] Non si fa educazione sessuale perchè il tema è delicato e si preferisce farlo fare ai genitori che conoscono meglio i ragazzi».
Tuttavia, è bene sottolineare, almeno per quanto riguarda quest’ultimo punto, che da una indagine del Censis condotta nel 2016 su un campione di mille adolescenti/ giovani dai 12 ai 24 anni risulta che il 62,3% delle informazioni sul sesso si apprende da internet, televisione, riviste.  Una percentuale più bassa di intervistati dichiara di apprendere sul sesso dalla scuola, in una minore quantità dagli operatori sanitari. In famiglia nessuna informazione. Integrare l’educazione sessuale nelle scuole sembrerebbe un atto necessario da compiere nel più breve tempo possibile.

Le reazioni alle parole del Consigliere Catania non si sono fatte attendere. Stamattina, infatti,  tra i post su facebook che si sono opposti e che hanno preso le distanze dalle affermazioni del Consigliere, spicca quello del gruppo dei Giovani Democratici di Troina. «Ci dispiace, ci dispiace tanto per questa ennesima occasione mancata […] Ci dispiace perché, ancora una volta, è sui diritti che il populismo prende il sopravvento […] Ci dispiace che si sia deliberatamente scelto di parlare solo di “omosessualità” per poi finire a parlar d’altro, ignorando l’effettiva portata del ddl Zan, la sua ratio e la platea di soggetti tutelati. Ci dispiace per quanti si sentano rappresentati da quella minoranza e che ieri sera, anche se probabilmente non lo ammetteranno mai, si sono visti negare il diritto più profondo di ciascun individuo, liquidato come “non prioritario”: la libertà di amare e di essere se stessi, senza dover temere di divenire, ogni volta, oggetto di violenza e discriminazione».

CONCITA CARMENI

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