Troina accoglie foto edite e inedite di Robert Capa: è il primo allestimento permanente in Italia

“Fragments of war in Sicily”: questo il titolo della mostra permanente, allestita presso lo storico palazzo Pretura, che ha accolto gli scatti di Robert Capa, uno dei più grandi fotoreporter di guerra dell’ultimo secolo.

Una cerimonia di apertura, quella tenutasi lo scorso primo ottobre presso la Chiesa Madre di Piazza Conte Ruggero, all’insegna della riscoperta del fotografo ungherese che immortalò proprio a Troina delle immagini della Seconda Guerra Mondiale destinate a diventare il simbolo della sofferenza e del dolore che si celano in ogni conflitto.

Il primo cittadino Sebastiano Fabio Venezia ha aperto i lavori ringraziando quanti si sono profusi nella realizzazione del progetto, ed in particolare la Fondazione Famiglia Pintaura la quale, lavorando in sinergia con l’Amministrazione Comunale, ha investito nell’acquisto dei 62 scatti che compongono la mostra. «Il museo ha raccolto nel tempo lo sforzo di moltissime persone. Questo è il museo della città, realizzato con le mani dei cittadini troinesi» afferma con orgoglio Venezia, speranzoso di poter fare di questa «punta di diamante [.. ] un punto di aggregazione di quello che sarà il futuro museale troinese».
Il titolo “Fragments of war in Sicily”  – come spiega Lucilla Caniglia, ideatrice e creatrice del concept insieme ad Alessandro Castagna – «riassume il lavoro di Capa e la sua visione della guerra: così come negli scenari bellici le città erano ridotte in ‘frammenti’ e le vite di molte persone a pezzi, allo stesso modo il fotografo estrapola idealmente dei ‘frammenti’ di guerra, delle porzioni di storia, percependole e restituendole in un modo totalmente inedito, unico e personale». Caniglia, inoltre, auspica che i 62 scatti selezionati possano essere uno spunto di riflessione per i ragazzi che studiano la storia, così da analizzare con spirito critico il significato del nostro vissuto.
E la ricerca di senso, etico ed estetico, è stata al centro del discorso tenuto da Stefano Puglisi, docente di Antropologia Culturale presso l’Accademia delle Belle Arti di Catania. «La fotografia non è un linguaggio, ma un ritaglio di mondo. Ciò che rimane intangibile rende la foto una testimonianza» afferma Puglisi che definisce quello di Capa «un museo di gesti […] che ci racconta la storia, non la storia dei letterati o degli storici, ma la storia dell’uomo che ci fa crescere». Secondo l’antropologo, infatti, per mezzo del rispecchiamento capiamo di esistere, dando inizio alla nostra formazione; in un tempo che diventa sincronico possiamo consapevolmente capire cosa sia la storia senza alcuna mediazione.
Durante la cerimonia di inaugurazione è altresì intervenuto Enzo Costanzo, Storico della Fotografia e del Reportage dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, il quale pone l’accento sulla differente concezione della fotografia che il fotoreporter mette in atto, in modo concreto, nei suoi scatti: Capa «va ad immortalare degli scenari di guerra […] ma con una sua opinione. Cioè, la fotografia non è più estranea a ciò che racconta». Per questo, Costanzo, rimarca l’importanza di costruire un campo di ricerca – una sorta di Filologia della fotografia – che possa indagare gli scatti precedenti/successivi alla foto selezionata, al fine di ricostruirne il processo creativo e, dunque, il suo significato profondo.
Conclude gli interventi della prima parte dell’inaugurazione Carmelo Nicosia, docente di Fotografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Catania, che definisce la fotografia come «tensione, amore e gestione della responsabilità», e Capa ha fornito, secondo lui «quella spinta per immaginare che con il materiale fotografico si potesse cambiare il mondo».

A tagliare il nastro dopo la cerimonia il Sindaco di Troina, Maria Concetta Testuzza e la curatrice della mostra, Lucilla Caniglia. Il museo è stato ufficialmente reso fruibile al pubblico presente e, inoltre, sarà visitabile tutti i giorni, dal martedì alla domenica, lunedì escluso, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

CONCITA CARMENI

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