Tra aumento dei costi e nuove emergenze: l’appello della S. Maria degli Angeli di Troina alla Diocesi di Nicosia

“Essere con i poveri, fraternizzare con loro, servendoli preferibilmente con le nostre mani, condividendo con loro il pane e difendendo i loro diritti, è parte integrante del nostro carisma francescano e della nostra tradizione di frati del popolo’.

Con questo accorato appello, padre Pier Giovanni Sanfilippo, Presidente dell’Associazione S. Maria degli Angeli ODV e Responsabile della Casa di Accoglienza “S. Maria degli Angeli” di Troina, ha indirizzato una richiesta di aiuto al vescovo della Diocesi di Nicosia, Monsignor Giuseppe Schillaci.

Il sacerdote francescano, che da 46 anni anni accoglie nella sua struttura, persone bisognose e in gravi difficoltá, scrive al Vescovo per chiedere un contributo straordinario per l’anno 2026 a sostegno del progetto “Accoglienza e dignitá”.

La presenza della Caritas nel tessuto sociale troinese rappresenta una grande risorsa per le famiglie che attraversano momenti di difficoltà economica e sociale.

Dietro ogni intervento ci sono persone, storie familiari e difficoltà spesso invisibili. Per questo il valore del volontariato non si misura soltanto nelle risorse economiche distribuite, ma anche nella capacità di ascoltare, accogliere e restituire dignità a chi chiede aiuto.

E i dati parlano chiaro.

Nell’ultimo anno, da settembre 2025 ad oggi si è prestata assistenza a 70 persone. Tredici famiglie in emergenza abitativa hanno trovato un tetto sicuro, grazie a otto abitazioni dell’associazione offerte in comodato d’uso. Altri cinque nuclei familiari hanno trovato ospitalitá presso la sede centrale della Comunità “S. Maria degli Angeli”. Si tratta di 35 persone, di cui  11 minori.

Un’altra grave emergenza fronteggiata è stata la solitudine. Si registra infatti l’accoglienza   di 16 adulti soli, alcuni non autosufficienti, si tratta sia di italiani che stranieri, accomunati dalla stessa difficoltá di ritrovarsi soli o abbandonati. E la solitudine è una piaga sociale che colpisce soprattutto gli anziani. Sono infatti nove le persone anziane accolte  in comunità.

Dieci le persone sia italiane che straniere  in regime di arresti domiciliari.

Con il progetto “Accoglienza e dignitá” si vogliono garantire iservizi di base ed essenziali, inclusa l’accoglienza residenziale per persone con difficoltà abitative e in condizione di grave fragilità, tutelare la dignità umana e avviare percorsi di inclusione sociale, sanitaria e lavorativa.

Tra le attivitá previste dal progetto spiccano in primis l’accoglienza e la cura della persona.  L’associazione vuole inoltre garantire l’accoglienza notturna e diurna con posti letto protetti e mettere a disposizione servizi igienico-sanitari, docce, lavanderia e cambio indumenti. Tra gli obiettivi che si propone il progetto anche la distribuzione vestiario adeguato alla stagione.

Grande attenzione viene richiesta per garantire un adeguato supporto alimentare e sanitario con la distribuzione di pasti caldi colazione, pranzo e cena;

L’associazione propone l’istituzione di un’unità di strada e dipresidi mobili sul territorio per garantire il monitoraggio marginalità e consegnare beni di prima necessità;

Ma una persona in difficoltà non ha solo bisogno di nutrirsi e vestirsi, spesso ha bisogno di cure mediche che non puòpermettersi. Allora si chiede il potenziamento dell’assistenza medica e psicologica: in particolare il sostegno per l’accesso alle cure e ai servizi sanitari (accompagnamento iscrizione SSN, prenotazione visite specialistiche presso ASP Enna, supporto psicologico dedicato).

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Il progetto dedica inoltre ampio spazio allo sportello di Ascolto e Segretariato Sociale con spazi dedicati all’ascolto attivo e all’analisi della situazione specifica della persona.

E naturalmente anche un supporto legale e burocratico con l’avviodi pratiche per residenza anagrafica fittizia/virtuale ex art. 2 L. 1228/54, recupero documenti d’identità, rinnovo permessi di soggiorno.

Per le persone agli arresti domiciliari: si richiede l’osservanzadelle prescrizioni giudiziarie, una relazione mensile a U.E.P.E. e Tribunale di Sorveglianza, e soprattutto dei percorsi di giustizia riparativa e avviamento al lavoro.

Molti ospiti della struttura provengono da paesi stranieri ed è sempre più necessario un supporto linguistico e un orientamento amministrativo per ospiti di origine straniera, con corsi di italiano L2.

Il volontariato è il cuore pulsante di tutta l’associazione, che attualmente opera grazie al lavoro instancabile di 16 volontari e un Coordinatore volontario. L’organico si compone poi di un segretario/assistente sociale, tre infermieri e operatori sanitari aiutati da collaboratori dipendenti part-time e dagli ospiti abili che collaborano nelle varie attività della comunità.

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L’associazione mediante il progetto “Accoglienza e dignitá” si propone di raggiungere diversi obiettivi . Tra i quali: il passaggio dalla strada o dai dormitori a soluzioni abitative stabili,   spesso secondo il modello Housing First / Housing Led, garantendo il  mantenimento   dell’alloggio nel tempo.

L’ Integrazione socio- lavorativa: mediante l’attivazione e lapartecipazione a tirocini formativi, borse lavoro e percorsi di riqualificazione professionale per favorire il reinserimento nel mercato del lavoro;

II miglioramento delle condizioni di salute fisica e mentale attraverso   l’accesso garantito a medico di base, alle cure specialistiche e a un supporto psicologico   continuativo;

L’inclusione sociale, la riconquista dei diritti civili, inclusa l’iscrizione anagrafica, il rilascio dei documenti, oltre alla ricostruzione delle reti relazionali e familiari e il supporto per ottenere il permesso di soggiorno agli stranieri per protezionespeciale e/o per lavoro.

Ma per raggiungere tutti questi obiettivi è necessario reperire le adeguate risorse economiche.

Ricordiamo infatti che la Casa di accoglienza vive esclusivamente di Provvidenza e carità.

A nessun ospite è richiesta alcuna retta, ma la condivisione di quanto può. L’Associazione partecipa regolarmente ai bandi regionali. La Caritas Diocesana contribuisce generosamente e le somme ricevute vengono puntualmente inserite nel bilancio annuale dell’Associazione.

Da qui l’esigenza di chiedere un contributo straordinario.

Considerato il forte aumento delle utenze domestiche (+40% nell’ultimo anno), del costo dei viveri e delle spese mediche e farmaceutiche per gli ospiti, padre Pier Giovanni Sanfilippochiede al Vescovo un contributo straordinario  a parziale copertura delle spese ordinarie per l’anno 2026.

Silvana Trovato Picardi

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