Terza zona rossa a Troina: i ristoratori sono stanchi

Da oggi 19 giugno fino al 24 Troina è per la terza volta – dall’inizio della pandemia da Covid-19 – in zona rossa. Con la stagione estiva ormai avviata, i lavoratori– e i ristoratori in particolare – hanno manifestato il loro dissenso per l’ennesima battuta d’arresto che sono stati costretti a subire.

“A seguito della relazione sul quadro epidemiologico dell’ultima settimana inviato ieri dall’ASP di Enna alla Regione, che vede oltrepassare il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti negli ultimi sette giorni (per Troina è pari a 23 contagiati), poco fa sono stato contattato dalla Segreteria tecnica del Presidente della Regione e mi è stato riferito che nelle prossime ore verrà firmata l’ordinanza regionale per dichiarare la “zona rossa” a partire da sabato 19 giugno fino a giovedì 24 giugno”, è quanto si legge sulla pagina facebook del primo cittadino.

Silvestro Barbera, noto proprietario del pub situato in centro storico, ci parla di questa situazione divenuta ormai insostenibile in una breve chiacchierata telefonica: “ Penso che giunti a questo punto una nuova zona rossa sia inutile, soprattutto perché si vanno a penalizzare sempre le stesse attività commerciali. La vita deve continuare e nei locali abbiamo preso tutti gli accorgimenti necessari. Inoltre il 47% dei troinesi sono ormai vaccinati e la maggior parte delle persone che si ammalano stanno bene o comunque presentano sintomi lievi”.

Con la possibilità di ritornare a lavorare, inoltre, i ristoranti hanno avviato già la programmazione della stagione estiva, bloccando un serie di date per il festeggiamento di cresime e altre ricorrenze, le quali tuttavia – vista l’istituzione di un nuova zona rossa – sono state annullate per la settimana seguente. “Tutta la merce che abbiamo comprato dobbiamo buttarla. E tutto questo si somma ai problemi economici che ci hanno afflitto in questi mesi”, afferma Barbera con tono accorato e rassegnato.
I problemi, tuttavia, non sono finiti. Infatti, ci spiega il ristoratore, “Abbiamo fatto rientrare i dipendenti dalla cassa integrazione, ma questi cinque giorni saranno totalmente a carico delle ditte”.
Una reazione a catena, insomma, che rischia di minare l’economia troinese in modo irreversibile.

Per tentare di arginare questo improvviso aumento dei contagi, secondo Barbera “era necessario organizzare una campagna per istruire le persone a rispettare le regole. I ristoratori, infatti, all’interno dei locali possono assicurarsi che la gente rispetta le regole, ma quando ci si riunisce nelle campagne o nelle case private non ci sono più controlli”. Inoltre, secondo quanto affermato da Barbera, con l’inizio dell’estate, e la possibilità di disporre di una sala esterna, sarebbe ancora più semplice far consumare in tutta sicurezza un drink o una cena ai clienti. Una zona rossa, invece, li scoraggerebbe ancor di più ad uscire per andare a cena fuori.
Alla luce, però, delle nuove misure adottate dalla Regione Siciliana, non resta che stringere ancora una volta i denti, sperare che la situazione si risollevi nel minor tempo possibile ed essere fiduciosi in una stagione estiva che possa ri-cominciare serenamente per tutti gli imprenditori troinesi.

CONCITA CARMENI

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