Secondo Papa Urbano II, nessuna donna può salire sull’altare dell’oratorio dei Bianchi a Troina

Su La Lettura, il supplemento domenicale al Corriere delle Sera, di qualche mese fa è pubblicata la conversazione sul libro “Donne medievali”, che è già uscito a settembre dello scorso anno per i titoli della casa editrice “il Mulino”, tra la storica del Medioevo Chiara Frugoni, autrice del libro, e la filosofa Franca D’Agostino. E’ una conversazione tra due donne intelligenti, che spingerà molti a leggere il libro. La misoginia, cioè la tendenza a considerare le donne membri di una sotto-umanità, o umanità diversa, è un’invenzione del Medioevo, chiarisce subito Chiara Frugoni: “Nell’XI secolo Gregorio VII proibisce ai preti di sposarsi: da quel momento la compagna del sacerdote diventa origine di peccato, dunque nemica dell’uomo. Alla Chiesa si aggiungono pedagoghi e autori pronti a raccomandare che le donne rimangano analfabete. Solo se destinate al monastero possono imparare a leggere. C’è il terrore che la donna si avvicini al sacro”. A questo punto mi sono ricordato di alcune cose che voglio raccontarvi. Gregorio VII è il predecessore di Urbano II, il papa venuto a Troina nel 1088 per discutere della Apostolica Legatia con il Conte Ruggero, e probabilmente per convincerlo a partecipare alla crociata che stava preparando. Si narra che Urbano II, durante la sua permanenza a Troina, celebrò la messa di Natale. Per trasmettere la memoria di quell’evento a quelli che sarebbero venuti dopo nel corso dei secoli, quindi anche a noi, sulla predella di pietra sulla quale celebrò messa papa Urbano II fu scolpita quest’iscrizione “Praefuit Urbani II – Presentia Sedes Sacravit. Mulier Scandere Nulla Potest”. Da “Praefuit” fino a “sacravit”, nulla da eccepire. Ma su “Mulier Scandere Nulla Potest”, che tradotto in italiano vuol dire “Nessuna donna può salire”, c’è molto da dire senza concedere nulla alla moda del “cancel culture”. Alle donne che avranno modo di entrare nell’Oratorio dei Bianchi, sotto la Matrice, e visitare la cappella dove c’è questa predella sulla quale, per Gregorio VII e Urbano II, le donne non possono salire, suggerisco di salirci sopra. In questo caso, come sosteneva don Lorenzo Milani, l’ubbidienza non è una virtù.

Silvano Privitera

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