Referendum Cannabis legale, boom di adesioni in pochissimo tempo

L’11 settembre 2021 è ufficialmente partita la raccolta firme per chiedere un referendum circa la depenalizzazione della coltivazione di marjiuana, operazione che, già poche ore dopo il suo inizio, ha registrato importanti numeri di consenso.

A distanza di sole 48 ore dal via, hanno firmato il Referendum Cannabis oltre 220.000 persone. I promotori della raccolta firme sono esperti e attivisti -appoggiati da associazioni come la Luca Coscioni, Forum Droghe, Meglio legale e molte altre- i quali hanno anche ricevuto supporto da alcuni esponenti del panorama politico italiano fattisi rappresentanti dei partiti +Europa, Possibile e Radicali Italiani. L’obiettivo è raccogliere e presentare in Cassazione 500mila firme entro la fine del mese corrente, questo permetterà di accelerare l’iter che è stato più volte ostruito in questi anni.

Il quesito referendario intende apportare delle modifiche sia sul piano della rilevanza della pena, sia su quello delle sanzioni amministrative: si propone, quindi, di depenalizzare la coltivazione di sostanze (esclusivamente ad uso personale) per cui ad oggi si rischiano fino a 6 anni di carcere e di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente vigente. L’ottenimento del numero di firme prefissato, e l’eventuale avanzamento dell’iter, permetterà di aprire uno spiraglio verso la legalizzazione. Quest’ultimo, tema molto discusso negli anni, che tocca vari importanti aspetti della vita sociale quali salute (in quanto, la Cannabis, sostanze usate a scopo terapeutico), libertà individuale, ricerca scientifica ma soprattutto la lotta alle mafie, finendo così di finanziare il mercato criminale delle piazze di spaccio.

Questa grande iniziativa è dovuta anche al successo che ha ottenuto la recente raccolta firme sull’eutanasia legale; Riccardo Magi, presidente di +Europa, ha infatti affermato: “Noi faremo di tutto perché l’iter parlamentare non si blocchi ma è necessario mettere in campo anche un’altra possibilità e dare voce ai cittadini per modificare una legge sbagliata attraverso un referendum sulla cannabis. Abbiamo dimostrato che il Paese è più avanti del Parlamento su alcuni temi ed è pronto a mobilitarsi e scegliere”.

Lorena Garofalo

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