«Racconto vicende e svelo curiosità, retroscena, segreti»: intervista a Pino Scorciapino che sabato 18 nel cine Camilleri presenta il suo nuovo libro “Storie di Troina e di troinesi”

Diciotto. A tanti ammontano i libri pubblicati dal lontano 1974 dallo scrittore e saggista troinese Pino Scorciapino. Il nuovo titolo che ora si aggiunge è “Storie di Troina e di troinesi”, scritto con la collaborazione di Salvatore Barbirotto e Silvestro Messina, edito da Carthago. Sarà presentato a Troina nel Cine Camilleri sabato 18 luglio alle ore 18. Con l’autore e i due coautori interverranno l’editore Giuseppe Pennisi, titolare della etnea Carthago edizioni, la ricercatrice e studiosa di Storia Moderna Chiara Schillaci, la professoressa Caterina Ingoglia, docente di “Metodologia della ricerca archeologica” nell’Università di Messina, da anni impegnata negli scavi nell’area archeologica di Troina. L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata.

“94018.it” ha intervistato Scorciapino sul suo nuovo saggio.

-Quali sono i temi trattati in “Storie di Troina e di troinesi”?

“Nell’ordine: la comunità ebraica di Troina; un papa, una regina, un imperatore e forse anche un re qui ospitati; storia di Carcaci; le tre mogli e la ventina di figli del Conte Ruggero; vicende del vicino Borgo Giuliano; medaglie al valore ai militari che il 18 febbraio 1898 aprirono il fuoco sui dimostranti di Troina; don Siciliano salesiano inventore; intitolazione a Sartori del lago Ancipa e a Selvaggi della centrale idroelettrica di Radicone; nuovi documenti sulla “rivoluzione” del 18 febbraio 1898; la praticamente ignota “sedizione popolare” dell’1 gennaio 1868; la visita di Fanfani all’Ancipa; ipotesi sul nome di Troina nell’antichità.

La Grande Storia e la piccola storia – quella di centri minori e gente comune – si intrecciano più di quanto pensiamo. Una cavalcata nei secoli nella storia di Troina guidata dal piacere della conoscenza: ecco come riassumerei “Storie di Troina e di troinesi”. Il plurale è voluto. Non storia progressiva. Piuttosto tante storie. Di donne e uomini, potenti e poveracci, famosi e ignoti. Rivisitando esistenze, situazioni e luoghi senza un ordine temporale”.

-La storia locale che ruolo ha nella sua produzione saggistica?

Nella mia vita, per sintetizzare, mi sono dedicato a tre filoni di indagine confluiti nei miei libri. Il primo: la storia di Troina e dei suoi abitanti, tra cui parecchie biografie di religiosi. Il secondo: aforismi, commenti, riflessioni. Il terzo: geopolitica, politica internazionale, pacifismo, disarmo, armamenti”.

-In cosa è consistita la collaborazione di altri due storici locali, Barbirotto e Messina?

Quattro saggi – dal quint’ultimo al penultimo – sono frutto della collaborazione con Salvatore Barbirotto (tutti e quattro) e Silvestro Messina (il quint’ultimo e il penultimo), ricercatori ostinati e cultori instancabili delle millenarie vicende storiche della nostra cittadina. Oltre che al loro lavoro, il libro deve molte informazioni anche a ricerche e pubblicazioni di altri amici e colleghi: Basilio Arona, Nicola Schillaci, Fabio Venezia, Giusy Ragusa”.

-Un volume di ben 518 pagine. Da cosa scaturisce questa consistenza?

Il libro si conclude con un lungo saggio che torna agli albori della millenaria storia locale e ad un interrogativo al quale non si riesce a dare una risposta incontrovertibile: quale città sicula e/o greca dell’antichità sorgeva nell’area abitata dell’odierna Troina e quale era il suo nome? Cercherò di rispondere con il ricorso a una gran mole di dati, notizie, confronti, deduzioni, considerazioni. Io una idea me la sono fatta. La espongo, la motivo. La consistenza del volume deriva da una ragione ben precisa: di fatto è come se si trattasse di un libro composto da dodici libri. Scriviamo di vicende e gente di Troina ma si indaga non meno su personaggi importanti della Grande Storia che a Troina sono stati ospitati”.

-E dunque, nel dettaglio, chi sono i protagonisti del libro?

“Quanti sanno che papa Urbano II, l’unico pontefice venuto a Troina, nel 1088, è un beato? E Urbano II è stato un papa importante o di secondo piano? Carlo V della casata degli Asburgo, re di Spagna e imperatore di Germania e Austria, ha pernottato a Troina domenica 17 ottobre 1535. Non potevo non approfondire nel libro la conoscenza del sovrano più potente del mondo nella sua epoca, anche con particolari e notizie che definirei di “gossip erotico” nel suo viaggio in Sicilia. E come si fa a non tracciare un profilo serissimo, anche se per certi versi curioso, di Amintore Fanfani, uno dei principali protagonisti della storia politica della Repubblica italiana, che domenica 10 marzo 1952 venne a Troina per visitare il cantiere della diga d’Ancipa? E ancora: conosciamo meglio chi era il tenente dell’esercito che il 18 febbraio 1898 diede l’ordine di sparare su contadini e braccianti che a Troina dimostravano chiedendo pane. Approfondiamo le conoscenze sul presidente del Consiglio e sui due Prefetti di Catania e Palermo in carica in quelle tragiche giornate. Infine, c’è letteralmente da perdersi nella vita familiare e dinastica del “nostro” Conte Ruggero il normanno per quanti sono i figli e le figlie, legittimi e illegittimi. Siamo consapevoli che il Conte Ruggero era il padre (ma credo sia opportuno aggiungere l’avverbio forse: chi leggerà il libro capirà perché) di un grande re, Ruggero II, e il bisnonno materno di un gigante del Medioevo, l’imperatore Federico II di Svevia? Ecco perché sostengo che la “Grande Storia” (quella dei personaggi famosi che l’hanno fatta e delle vicende decisive sui destini dei popoli) e la “piccola storia” (ossia quella di noi gente comune e di centri minori come la nostra arroccata cittadina) si intrecciano ben più di quanto riteniamo”.

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Redazione “94018.it”  

 

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