Quell’estate del ‘43

Sabato 8 e domenica 9 saranno gli ultimi due giorni utili per visitare il museo dedicato al famoso fotoreporter prima della pausa invernale.

Inaugurato il primo ottobre scorso, dopo quasi cinque anni di preparativi, presso i nuovi spazi museali di Palazzo Pretura, in via Conte Ruggero 1, il museo ROBERT CAPA – FRAGMENTS OF WAR IN SICILY – ospiterà gli ultimi visitatori sabato 8 e domenica 9 prima della pausa invernale. Il centro storico di Troina, arricchitosi di questa importante quanto utile installazione, si è messo in mostra rivelando tutte le sue debolezze e fragilità che l’hanno accompagnato durante la nota battaglia. I primi sei giorni di agosto del 1943, Troina, avamposto bellico delle forze Italo-Tedesche, divenne un vero e proprio inferno, bombardata dalle forze “Alleate” che avanzavano verso Messina. Dopo aver resistito per cinque giorni e aver lanciato circa venticinque contrattacchi, i tedeschi evacuarono la città nella notte tra il 5 e 6 agosto, ritirandosi verso oriente. La popolazione locale subì 116 vittime e l’abitato fu ridotto in macerie. Tra i soldati americani entrati in paese, il famoso fotoreporter, Robert Capa, così annota nel suo diario: “Era la prima volta che seguivo un attacco dall’inizio alla fine, ma fu anche l’occasione per scattare ottime foto. Erano immagini molto semplici. Mostravano quanto noiosa e poco spettacolare fosse in verità la guerra. Il piccolo, bel paese di montagna, era completamente in rovina. I tedeschi che lo avevano difeso si erano ritirati durante la notte abbandonando alle loro spalle molti civili italiani, feriti o morti. Ci eravamo distesi per terra nella piccola piazza del paese, di fronte alla chiesa, stanchi e disgustati. Pensavo che non avesse alcun senso questo combattere, morire e fare foto” (Leggermente Fuorifuoco). Oggi Troina, forte del suo peso storico, guarda quel passato con dignità, accoglie i suoi visitatori mostrando, grazie ai suoi sessantadue scatti, tutti gli aspetti quotidiani di quell’estate del ’43.

Salvo Pacino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

CONDIVIDI L'ARTICOLO