Processo strage troinese a Porto Torres

No alla perizia psichiatrica per il pluriomicida Baule. Così si è espresso il giudice del tribunale di Sassari, Massimo Zaniboni, nell’udienza dello scorso 29 novembre. L’uomo, lo scorso 26 febbraio, uccise a colpi di accetta i suoceri, intervenuti per difendere la figlia.

Si è chiusa in Corte d’Assise, quindi, la prima udienza del processo per il reo confesso, rinchiuso nel carcere di Bancali con l’accusa di duplice omicidio aggravato e di tentato omicidio, commesso davanti ai due figli gemelli di appena un anno.

La prossima udienza il 17 gennaio prossimo, quando verranno ascoltati i primi 5 testi indicati dalla procura. 29 testimoni, 16 per la difesa e 13 per il pm Enrica Angioni.

Una data attesa, attesissima dai cittadini di Troina, città natale di Basilio Saladdino, il poliziotto “buono”, che per primo perse la vita nella stage di Porto Torres. A Troina, infatti, vivono ancora le sorelle dell’uomo, a cui tutta la comunità troinese si è stretta in un lungo abbraccio e che insieme a loro grida, affinché sia fatta giustizia.

Giovedì scorso, il Tribunale di Sassari ha dichiarato inammissibile l’istanza di rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica per Baule, pertanto il processo proseguirà secondo il giudizio immediato.

“Abbiamo piena fiducia nella giustizia, ha dichiarato una delle figlie delle vittime, Mariella Saladdino, la stessa per la quale mio padre ha lavorato e nella quale credeva fortemente. l’assassino paghi per quello che ha fatto”.

Sandra La Fico

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