Precipitiamo nel Medioevo

Care lettrici e cari lettori, con questo articolo iniziamo il nostro viaggio nell’epoca medievale, e approderemo esattamente nel 1350: un’epoca ricca di stoffe preziose, abiti di lusso e tradizione sartoriale.

Intorno all’anno Mille, infatti, l’artigianato italiano si distingueva per l’alta qualità dei suoi prodotti, che venivano esportati in tutta Europa. I tessuti realizzati, però, potevano essere acquistati solo dai nobili a causa del costo elevatissimo delle lavorazioni, dei ricami in fili oro e argento e delle stoffe prevalentemente di carattere bizantino.

La storia dei tessuti nel Medioevo è strettamente legata alla storia della coltivazione delle piante – quali, per esempio il lino, la canapa e il cotone – da cui si ricavavano delle fibre naturali; molto stretto è, inoltre, il rapporto con la lavorazione del pelo animale: grazie a questa antichissima arte, infatti, era possibile ricavare la lana, il cashmere, l’alpaca e, infine, la seta, anch’essa di origine animale.

L’Italia, in particolar modo, vanta una storia di eccellenze per la produzione della seta, soprattutto grazie all’affermazione di Venezia e Firenze quali “capitali della seta”. Presto, però, la manifattura di questa fibra subisce una battuta d’arresto per un’epidemia capitata al baco da seta che ne bloccò drasticamente il commercio. Possiamo affermare, nonostante tutto, che il tessuto d’arte italiano resiste, mantenendo saldi i propri caratteri nel tempo.

Agli inizi dell’Anno Mille, diverse fonti storiche testimoniano che le classi sociali più alte prediligono materiali pregiati, decorati a ricamo, con tecniche di tessitura complesse.

Le donne erano solite indossare vesti lunghissime dalle maniche svasate, a volte così ampie da essere definite “ad angelo”. Ma in questo periodo la moda femminile non subisce particolari cambiamenti, poiché una vera e propria rivoluzione in Italia si verifica a partire dal 1350, momento in cui la tessitura vive un periodo di splendore, configurandosi tra quelle più all’avanguardia. Infatti, gli abiti cominciano a mettere in risalto la figura e le forme grazie all’uso di una camicia come indumento intimo e di una sopravveste – aderente al busto – lunga sino ai piedi.

I costumi maschili, invece, sono caratterizzati da una tunica lunga sino al polpaccio, sulla quale viene solitamente indossato un mantello. Intorno al 1300 però inizia a modificarsi: la tunica si accorcia fino ad arrivare sopra al ginocchio e si impone l’uso di calzoni.

Le forme, lo stile e le suggestioni degli abiti medievali hanno ispirato molti stilisti, come si evince dall’ultima collezione prêt-à-porter femminile del 2010/11 di Alexander McQueen a Parigi. Si tratta di una collezione che re-immagina l’abito medievale in cui la ricchezza di materiali, i drappeggi e i ricami preziosi sfilano per pochi eletti. Gli abiti della collezione di McQueen ricordano le vesti indossate dalle dame di corte; e infatti, esaminando i look nelle foto allegate, possiamo riconoscere dei particolari tipici medievali a cui lo stilista probabilmente fa riferimento.

FOTO 1 – Questo splendido mantello rosso è riconducibile al costume femminile del 1130: la donna era solita indossare vesti lunghissime, dalle quali fuoriesce la sottoveste a polso stretto e la sopravveste realizzata in seta (in questo caso anche ricamata).

FOTO 2 – L’abito bianco è collegabile ai costumi femminili del 1200, quando la maggior parte delle donne di qualsiasi estrazione sociale indossano sia una veste e sia una sottoveste, entrambe lunghe sino ai piedi, legate in vita con una cintura. La distinzione tra le classi sociali, tuttavia – se non appare dai modelli – è sicuramente ravvisabile dalla ricchezza dei tessuti.

FOTO 3 – In questo prezioso abito riscontriamo un particolare tipico della donna del 1300, ovvero una veste poco segnata in vita, con la gonna fittamente pieghettata e delle maniche aderenti. Questo è forse il vero addio dello stilista, il quale disegna una collezione geniale che volge il suo sguardo al passato e lo rimodella per il futuro.

MELANIA SPALLETTA

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