LE CINQUE METE TURISTICHE

Di seguito una descrizione, stilata singolarmente ed in maniera approfondita, delle  cinque tappe trattanti e presenti all’interno della città di Troina, che oltre alle bellezze visive che saltano subito all’occhio, raccontano una storia di un popolo che ha origini antichissime, descrivendone le varie dominazioni ed i personaggi di spicco.

CHIESA MADRE

La chiesa madre, nome che identifica la vecchia cattedrale Normanna, primogenita costruzione da parte del popolo normanno, sfortunatamente nasconde un’amara delusione, quasi nulla rimane originariamente intatto rispetto alle antiche costruzioni, ad eccezione di una volta costolonata nel vano di base della attuale torre campanaria, e di una monofora dislocata nel lato est dell’antico transetto, della cripta scoperta anni addietro. Il prospetto classicheggiante della chiesa madre, è interamente composto dalla tipica pietra gialla di uso locale, è sopraelevata in rapporto al piano della costruzione originaria di circa quattro metri. Ignoti i motivi di tale sopraelevazione. Le absidi sono rette costituite dal fregio ed altri elementi ornamentari di uso rinascimentale, il piano della chiesa dalla sottostante cripta era adibito ad oratorio, particolari gli spigoli dei cantonali costituiti da teste di leone costruite in pietra arenaria azzurrina, oramai molto corrose dai geli. L’interno è costituito da tre navate, due di queste per l’esattezza quelle laterali sono alquanto strette, a croce latina, senza altari nel transetto. Gli archi delle navate, e la cupola poggiano su solidi pilastri rivestiti a stucco. Le volte sono a botte, decorate con stucchi dorati di gusto rinascimentale. Si conservano all’interno oggetti d’arte che rendono gradevole ed interessante la visita. La “primogenita” o “prediletta” altro non è che l’originaria cattedrale, chiamata così dal Conte Ruggero, che finanziò l’intero progetto e lo curò in ogni dettaglio. Il tempio sorse sul lato nord-est all’interno del castello, occupando anche parte dell’area della chiesetta di S. Lucia preesistente. A testimoniare l’antichità e la magnifica bellezza della cattedrale rimane un frammento di transenna da finestra in pietra bianca con la figura di un monaco reggente un libro tra le braccia, scolpita in stile tozzo e rigido tipicamente caratteristico del tempo. Presso l’attuale Municipio si custodisce una magnifica scultura di un leone romanico in pietra bianca, di buona fattura e conservato ottimamente, recuperato presso l’ex Monastero di S. Giorgio dove era stato murato a scopo ornamentale. E fuori dubbio che l’antica e originaria basilica Normanna fosse dotata di campanile. Non si esclude che le due torri campanarie costituissero l’avancorpo della chiesa, somigliante alla cattedrale di Cefalù, e fossero in corrispondenza delle navate laterali. Va attenzionata un’esplorazione del piano sottostante all’odierna navata centrale, attualmente senza accesso perchè murata. Si pensa che in tale punto risieda a tomba di Giordano, figlio del Conte Ruggero. Successivamente si procedette all’ampliamento della sacrestia, ricavato con l’arco voltato fra il muro della cattedrale e quello nord del monastero di S. Giorgio, al rifacimento della pavimentazione, ed ai restauri che danno alla chiesa l’aspetto attuale.
I lavori furono ultimati nel 1785.

TORRE CAPITANIA

La torre  capitania o “Regio castello di città” attualmente adibito nella parte inferiore a carcere mandamentale e nella parte superiore collocati gli uffici di Pretura, la restante metà  era adibita a teatro comunale. Dalla struttura massiccia, il castello è un edificio a pianta quadrangolare, che conserva poco dell’originaria struttura, si presuppone sia stato ricavato dal  torrione centrale dell’antico castello,  ed all’interno della struttura risiedeva il Capitano di Giustizia.  Nei primi del XVIII s.c. fu ribassato il livello stradale ad esso antistante, ai fini di procedere con la nuova costruzione del corso della piazza, oggi chiamata via Conte Ruggero, e fu pertanto necessario ribassare il portone di ingresso. Di gusto spagnolo è il nuovo portale possente e massiccio costituito da pietra intagliata a bugne che tutt’ora è visibile. Sotto l’intonaco scrostato si intravede il vecchio portale, che era collocato molto più in alto. Sulla facciata sono molto caratteristici due stemmi murati di epoche diverse, ed una cartella in pietra ricordante opere di restauro sotto il regno di Filippo IV. Rivolgendo le attenzioni sulla fiancata che guarda ad occidente una lapida in pietra bianca ricorda l’ultimo importante restauro effettuato dal senato troinese nel 1809, sotto il regno di Ferdinando III.

 

CHIESA DI SAN SILVESTRO

La chiesa di San Silvestro è sorta nello stesso luogo dove fu rinvenuto, in circostanze miracolose, il corpo di San Silvestro Monaco,  patrono della città di Troina. La chiesa, si ha notizia sicura, ultimata fu concessa da Mons Bartolomeo de Gactolis, noto arcivescovo di Messina, alla locale fratellanza di San Silvestro. In precedenza, sita nello stesso luogo, era presente la chiesa di San Bartolomeo, con annessa una piccola infermeria del monastero basiliano di San Michele, la quale chiesa, assieme alla grotta dove fu rinvenuto il santo, venne incorporata nell’attuale basilica di San Silvestro. Il tempio fu interamente edificato, grazie al lavoro svolto dai cittadini del comune di Troina, e grazie alle numerose offerte per finanziarlo. Lo stile basilicale a tre navate, nonostante i rimaneggianti subiti nel tempo, mantiene tutt’ora le proporzioni originarie. All’interno del tempio, come detto in precedenza, era presente una vecchia grancia, che serviva da ospizio ed infermeria dei monaci di San Michele, di essa si hanno poche ed incerte notizie, si sà soltanto che i monaci basiliani di San Elia di Ambulà si trasferirono nell’anno 1622, essendo andato in rovina, per mano di ignoti ladroni che infestavano la zona, il vecchio monastero di Santa Domenica. Questo monastero era ubicato nel quartiere scalforio, dove si estendeva un magnifico orto, anch’esso parte del monastero. Nei pressi del convento, per l’esattezza internamente ad una casa, è ancora visibile l’antica immagine di Santa Domenica col bambino in braccio, scolpita su pietra di puro gusto rinascimentale, sottostante alla quale era presenta una cripta adibita a sepolcro ove furono rinvenute ossa umane. I monaci si fermarono all’interno della struttura, fino al disastroso terremoto del 1643. I monaci avendo le autorizzazioni necessarie, ripararono il nuovo monastero di San Silvestro, trasferendosi nella nuova sede dove rimasero fino alla legge di eversione del 1866. Il tempio dispone di tre ampie navate, con cupola su tamburo quadrangolare. In fondo dietro l’altare maggiore è posto il coro in noce intagliato, in tipico stile rinascimentale, la volta della navata principale è decorata con vari stucchi e sostenuta da colonne corinzie monolitiche in pietra locale, ora rivestite di stucco, le volte laterali sono a cupoline. Il prospetto, in pietra giallina locale, è di stile neoclassico, con lasene e capitelli corinzi. All’interno del tempio, sotto la navata centrale si nota una pavimentazione in pietra tombale, dove è scolpita la figura di un confrate in abito penitenziale. La tomba dove fu rinvenuto il santo è ricoperta da una lastra di marmo bianco con sopra scolpita a tutto rilievo la figura del santo. Un bel cancello in ferro battuto chiude la cripta.

 

LOGGIATO SANT' AGOSTINO

Il convento agostiniano è sito, in linea d’aria, sotto la Chiesa Madre , costruito su una parte pianeggiante a nord del centro abitato di Troina. Il loggiato presenta un piccola chiesa all’interno, la chiesa di Sant’Agostino. Ogni anno il 9 settembre, durante il tradizionale mercato che si svolge all’interno del loggiato, è tradizione trasferire per due settimane il ferculo ed il simulacro di San Silvestro patrono della città di Troina. Tale mercato si svolge ogni anno in coincidenza della festa di San Nicola da Tolentino, che ricorre il 10 settembre, un tempo venerato in detta chiesa. E una costruzione ottagonale molto caratteristica della fine del XVIII secolo, si segnala perchè dove essa sorge era la chiesa dei santi Pietro e Paolo, una tra le più antiche della Sicilia. Un documento, nelle memorie della città di Troina, dichiara che sulla porta maggiore della chiesa era murata una lapide, oggi non sono più visibile ne la porta ne la lapide, si presuppone scomparse sotto i numerosi strati di intonaco. Secondo alcune notizie il convento di Sant’Agostino fu costruito nel 1491 presso la chiesa di S. Anna, oggi non più esistente.

SAN MICHELE NUOVO

Nel XVIII s.c. i monaci di San Michele, avendo accumulato e quindi in possesso di vistose ricchezze, decisero di abbandonare il vetusto cenobio e si vollero costruire una reggia nelle vicinanze del paese, per l’esattezza sopra un largo piano. La struttura presentava delle vaste camere molto comode, dei corridoi molti grandi ed un chiostro immerso nel verde, contornato da portici e abbellito con piante e fiori di ogni genere. Dal 1761 al 1786 sorse questo immenso e magnifico edificio ai piedi della città e fu così chiamato San Michele Arcangelo Nuovo. Il fabbricato fu una delle principali abbazie basiliane della Sicilia,  si estendeva per circa 8300 mq di superficie, ed aveva forma quadrata. La chiesa occupava una buona parte della superficie ed era disposta nel lato orientale dell’edificio. L’architettura grandiosa, classica e solenne, ornamenti meravigliosamente sobri e balconate costituite da pietra con intagli baroccheggianti, identificano la struttura in modo maestoso. Il prospetto della chiesa tutto in pietra da taglio locale a pianta leggermente curvilinea, il chiostro interno costituito da archi e pilastri in pietra da taglio con modanature classiche. Nell’ala sud a pianterreno era dislocato il grandioso refettorio, un solenne scalone conduceva al piano superiore ove era sistemato il quartiere abbaziale, decorato con stucchi settecenteschi rivestiti di oro zecchino in fogli. L’interno della chiesa ad unica navata con volta a botte e lunettoni, di pianta settecentesca, con cappelle laterali, era interamente decorata con pregevoli stucchi. Il convento oltre ad avere  una bella biblioteca disponeva anche di un piccolo museo, che all’interno conservava numerosi ritrovamenti degli scavi ottenuti dallo sbancamento per la costruzione dello stesso monastero ,che sorse su parte della necropoli dell’antichissima città di Troina. Oggi sfortunatamente non rimane nulla di questa possente e maestosa struttura, solo un cumulo di rovine.