Per un PNRR partecipato

Le organizzazioni firmatarie di questa nota hanno promosso, a partire dal mese di settembre 2021,
una riflessione comune con particolare riferimento al programma Next Generation UE ed al connesso
Piano di ripresa e resilienza presentato dal nostro Paese. Hanno altresì promosso delle iniziative
pubbliche di confronto e di proposte.
In particolare si è fatto riferimento alla necessità di individuare la centralità dei territori per provare a
superare i limiti che hanno avuto le modalità con cui è stato costruito il Pnrr: la settorialità e la scarsa
partecipazione alle scelte.
Di questa esigenza si è fatta portavoce la stessa Commissione Europea che, nella proposta al Consiglio
europeo di approvazione del Piano italiano, ha scritto rivolgendo una espressa raccomandazione al
governo italiano: “Per garantire la responsabilizzazione dei soggetti interessati, è fondamentale
coinvolgere tutte le autorità locali e tutti i portatori di interessi, tra cui le parti sociali, durante l’intera
esecuzione degli investimenti e delle riforme inclusi nel piano “.
Una seconda esigenza emersa è quella relativa alla attenzione che non andrà concentrata, a differenza
di quanto avvenuto nel passato e tuttora si sta verificando, esclusivamente sulla quantità delle risorse
disponibili, ma sulla qualità dello sviluppo che vogliamo realizzare. Parlare in Sicilia di transizione
ecologica e di rivoluzione digitale significa innanzitutto ricostruire un progetto – oggi assente – sul
futuro dell’economia siciliana che non può ripercorrere le strade spesso già rivelatesi fallimentari. Si
tratta perciò di mettere a valore i risultati attesi dagli investimenti e l’impatto che essi dovranno avere
in termini di occupazione di qualità (con attenzione particolare ai giovani e alle donne), di cura del
territorio, di individuazione di filiere produttive innovative, di riequilibrio tra aree costiere ed aree
interne, di miglioramento della qualità della vita e dell’inclusione sociale, di crescita e diffusione della
conoscenza.
Al contempo, con riferimento alle realtà territoriali, insieme alle potenzialità connesse alla possibilità
di attivare meccanismi di individuazione dal basso dei bisogni incentivando la partecipazione delle
comunità locali, sono emersi i rischi legati alla debolezza del sistema degli enti locali, alla mancanza di
una governance efficiente.
Un ulteriore limite è costituito dalle grandi difficoltà delle amministrazioni – sia a livello regionale che
locale – a produrre progettualità qualitativamente adeguate alle missioni individuate dal Pnrr, anche
per la carenza esiziale di quadri professionali preparati specie negli enti locale. In tale contesto
democrazia e partecipazione possono diventare un valore aggiunto indispensabile per il
conseguimento stesso dell’obiettivo della ricostruzione economica e sociale.
Bisogna allora partire dalle reti associative presenti nel territorio, dalle esperienze di
progettazione partecipata, dai corpi intermedi con particolare riferimento alle organizzazioni
sindacali e di categoria, alle organizzazioni professionali, dagli enti locali e dalle loro forme
organizzate, dalle Università, dal terzo settore, dalle associazioni.
Ciò che si propone è la costruzione di una rete diffusa sui territori della regione, con la
partecipazione attiva dei soggetti sopra individuati, per contribuire, attraverso quella che
possiamo definire come “intelligenza dei territori”:
a) alla formazione delle scelte e alla definizione delle azioni che deriveranno dall’attuazione delle linee
di intervento connesse alle misure del Pnrr. In questa fase sarà decisiva la capacità delle reti locali di
leggere ed interpretare i bisogni delle persone e del territorio, definire i risultati attesi.
b) allo sviluppo di iniziative di co-programmazione e co-progettazione, anche nelle fasi di preparazione
dei bandi, estremamente importanti per la missione relativa alla Inclusione, ma non solo per essa;
c) all’esercizio di un controllo costante e duraturo sulla qualità, efficienza ed efficacia dell’utilizzo delle
risorse, svolgendo periodiche attività di informazione e di confronto.
Il Regolamento europeo 2021/241 del Parlamento e del Consiglio prevede che il Piano presenti….una
sintesi del processo di consultazione….delle autorità locali e regionali, delle parti sociali, delle
organizzazioni della società civile, delle organizzazioni giovanili e altri portatori di interessi…
Il decreto legge 77/2021 ha previsto la predisposizione di un Protocollo di intesa nazionale tra il
Governo e le Parti sociali più rappresentative che disciplini le modalità con le quali ciascuna
amministrazione titolare di interventi prevede lo svolgimento di periodici tavoli, sia settoriali sia
territoriali.
Il predetto protocollo di intesa è stato sottoscritto il 29/12/2021 tra il Presidente del Consiglio dei
ministri e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e, per quanto concerne gli enti locali, stabilisce che
vengano formati tavoli territoriali di confronto permanente composti dal sindaco o dagli assessori
delegati, dalla struttura di livello dirigenziale generale di riferimento e da un rappresentante per
ciascuna Parte sociale…Nell’ambito dei tavoli potranno essere stipulati specifici accordi negoziali in
materia di “legalità”.
Rivolgiamo quindi un invito pressante ai nostri associati, alle nostre organizzazioni territoriali, a
quanti condividono la necessità di una mobilitazione delle risorse umane presenti nei territori, a dare
vita a modalità permanenti e strutturate di confronto tra istituzioni locali e le organizzazioni della
società civile per sviluppare capacità di co-programmazione e co-progettazione e per accompagnare
l’iter del Pnrr e degli altri fondi europei e nazionali che con esso si incroceranno.
Le organizzazioni regionali che sottoscrivono questa nota sono pienamente disponibili a supportare
tutte le iniziative che si vorranno intraprendere.
In particolare, se ne propongono alcune qui nel seguito, scaturite dagli incontri con le organizzazioni
sindacali, le reti regionali di enti del terzo settore, l’ANCI.
PROPOSTE E POSSIBILI AZIONI

  1. programmare alcune iniziative in territori da individuare come esperienze pilota, per poi
    propagare buone-pratiche, strumenti e metodi altrove; in queste occasioni, è bene
    considerare l’opportunità di mettere a sistema le azioni con i tavoli di partenariato previsti
    dal suddetto decreto anche a livello territoriale;
  2. provare a tracciare un quadro strategico in grado di prevedere quali bandi (e su quali linee di
    intervento usciranno) in modo da consentire ai comuni di attrezzarsi di conseguenza e nel
    modo più appropriato (a livello territoriale, intercomunale, attraverso l’attivazione di
    opportuni partenariati, ecc.)
  3. Per attuare concretamente il punto 2, occorre costituire un gruppo di lavoro fatto di
    professionalità e competenze adeguate (contributo prezioso da ANCI, ALI, altre
    realtà);Valutare quindi la possibilità di attivare interlocuzioni con tecnici e progettisti con
    opportuno expertise, che possano accompagnare il nostro percorso
  4. Promuovere e stimolare – anche alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro dell’interno
  • la sottoscrizione dei protocolli di legalità, inquadrandoli come proposte concrete nei tavoli
    di partenariato; tali protocolli devono essere richiesti come obbligatori, e particolarmente
    focalizzati sul tema della tutala del lavoro (disciplina dei subappalti, ecc.) e sulla trasparenza
    dei criteri di verifica dei requisiti delle imprese.
  1. Strutturazione di un sito web che promuova le azioni suddette e svolga un servizio per i
    territori: fermo restando che le notizie sull’uscita dei bandi sono facilmente reperibili sui siti
    del Governo (Agenzia Coesione ma anche il sito “Italia Domani”) il sito può però offrire
    esperienze e buone pratiche, la necessaria visione (e previsione) strategica di cui al punto 2,
    le condizioni principali di presentazione dei progetti;
  2. Definizione di linee-guida sul tema della Co-progettazione (alla luce del decreto 72/2021
    con cui sono state approvate le Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed
    enti del Terzo settore negli articoli 55 -57 del decreto legislativo n. 117 del 2017) e dei
    partenariati pubblico-privato.
    Cgil – Alfio Mannino
    Uil – Luisella Lionti
    Anci – Mario Alvano
    Ali – Francesco Cacciatore
    Federconsumatori – Alfio La rosa
    Forum terzo settore -Pippo Di Natale
    Forum Aree Interne – Silvano Privitera
    L’Isola che c’è – Alfio Foti
    Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto – David Mascali

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