Claudia Savarino, studentessa diciottenne di Agira, è stata insignita della prestigiosa onorificenza di “Alfiere della Repubblica”. Il Presidente Sergio Mattarella ha premiato lei e altri giovani meritevoli con questo importante titolo per essersi distinti in comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà.
Ogni anno il Presidente della Repubblica stila questa prestigiosa lista di giovani italiani che desidera premiare ed elevare ad esempio per la popolazione. Tra i ventotto nuovi Alfieri della Repubblica figura quest’anno anche l’agirina Claudia Savarino che tramite la sua poesia sensibile e profonda è arrivata al cuore di molti e soddisfatto il tema scelto dal Presidente quest’anno, “sperimentare e comunicare la solidarietà”.
La neo-eletta Alfiere si è prestata ai nostri microfoni per comunicarci cosa per lei rappresenti la poesia e la letteratura.
Da dove nasce la tua passione per la poesia?
Il mio percorso inizia per caso. Sono sempre stato appassionata di letteratura e poesia. La passione ha iniziato a bruciare maggiormente alle scuole medie grazie alla mia insegnate di letteratura. Al terzo anno di liceo ho accettato di partecipare ad un concorso di poesia perché incuriosita da questo mondo e ho inaspettatamente vinto una menzione d’onore che mi ha spronato a continuare sulla strada della scrittura. Rimango molto umile perché per me la poesia è quel mondo in cui mi rifugio per non essere performativa in un mondo che invece desidera vederci senza graffi. La poesia mi consente di esprimere le mie emozioni.
Cosa si prova a ricevere questo riconoscimento?
Sicuramente sono molto giovane e non mi sarei mai aspettata di intraprendere un percorso che in un paio d’anni suscitasse tutto questo clamore. Ci si sente felici, sconvolti ma anche responsabili. La poesia nasce come una dimensione personale e adesso sento che sta diventando più impegnata e rivolta all’altro. Quasi come Salvatore Quasimodo che inizia ad approcciarsi alla poesia ermetica per poi aprirsi verso la comunità io sento che la mia scrittura è investita di una responsabilità sociale.
Come ti piacerebbe andare avanti sulla strada della letteratura?
Capisco che in questo mondo ci sono molti riconoscimenti e premi da cui però non faccio dipendere il mio interesse né mi faccio abbagliare. Più leggo e mi rapporto a svariati autori più capisco che vorrei andare avanti nell’ambito umanistico, scrivere in lirica e in prosa, sperimentare.
Infine Claudia ha condiviso con noi un brano da lei composto in concomitanza alla Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo intitolato “Mosaici”. Al suo interno troviamo un sapiente uso dell’incastro, della rima baciata e alternata e soprattutto, una profondità di giudizio e una sensibilità decisamente rare.
Questa e altre sue creazioni si possono trovare al seguente link: https://claudiasavarino.dantebus.com/ .
Francesco Lanuzza
