On. Venezia (Pd) presenta un disegno di legge all’ARS per far nascere agriasilo e agrinido

“Anche in Sicilia possono nascere nuove realtà per i servizi educativi per l’infanzia: sono i cosiddetti ‘agrinido’ ed ‘agriasilo’, strutture ‘immerse nella natura’ che possono fornire, attraverso adeguati metodi didattici, una nuova modalità di educazione formativa e ambientale per i bambini fino ai sei anni di età”. Lo dice Fabio Venezia, parlamentare regionale del Pd, primo firmatario del disegno di legge sulla “disciplina degli agrinido ed agriasilo”.

“In linea con gli orientamenti della normativa nazionale – dice Venezia – il disegno di legge prevede l’introduzione in Sicilia dell’agrinido e dell’agriasilo, per consentire un ampliamento dell’offerta dei servizi educativi dedicati all’infanzia orientata all’educazione in natura, quale mezzo per favorire uno sviluppo armonioso delle capacità emotive, cognitive, relazionali dei più piccoli e per insegnare, sin dalla più tenera età e attraverso il gioco, il corretto rapporto con la natura e i suoi ritmi consentendo al tempo stesso alle aziende agricole in possesso dei requisiti necessari di poter svolgere questa ulteriore attività, integrando anche le fonti di reddito”.

Il disegno di legge, firmato anche dagli altri deputati del gruppo Pd all’Ars, prevede una disciplina di dettaglio per gli agriasilo e gli agrinido che consente da un lato alle fattorie didattiche e sociali in regola con i requisiti richiesti dalla normativa vigente di espandere le loro attività, dall’altro di ampliare e diversificare l’offerta formativa riservata all’infanzia, anche nel rispetto di quanto previsto della legge regionale n. 214 del 14 settembre 1979.

“Il nostro disegno di legge – aggiunge Venezia – prevede che i soggetti che intendono impegnarsi in tali attività propongano un progetto educativo basato sulla valorizzazione del contesto agricolo-rurale in cui si svolge la formazione e la vita relazionale del bambino, incoraggiando l’interazione con la natura circostante anche attraverso conoscenze tattili ed esplorative. Tali attività, quindi, oltre a costituire fonte integrativa di reddito per le imprese, propongono un modello alternativo di ambiente didattico ed un nuovo orientamento formativo che rivolge particolare attenzione nei confronti dell’ambiente e del patrimonio naturale”.

“Mi auguro – conclude Venezia – che questa proposta possa essere valutata con la massima attenzione nelle commissioni competenti e dall’aula e che possa trovare il più ampio consenso all’Ars”.

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