Obbligo di esibizione del Green Pass: cosa prevede?

Da oggi, 15 ottobre, per accedere a uffici, fabbriche, mezzi di trasporto a lunga percorrenza o per guidare autobus e taxi, bisognerà essere vaccinati almeno con la prima dose da 14 giorni, essere guariti dal Covid o, in alternativa, avere un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

Il decreto legge approvato il 16 settembre 2021, ed entrato in vigore ufficialmente nella giornata di oggi, si aggiunge agli altri due – rispettivamente di agosto e settembre – che avevano già esteso l’obbligo di esibizione della carta verde in ristoranti, piscine, palestre, musei, fiere e al personale scolastico.

Esibire il Green Pass, così, diventa obbligatorio per un totale di circa 18 milioni di lavoratori.
Saranno i datori di lavoro a certificare la validità del documento, per mezzo dell’app ufficiale Verifica19, e a stabilire le modalità di controllo al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro.
La bozza di decreto specifica che “i datori di lavoro sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni”, dunque chi non è in possesso della certificazione verrà sanzionato – perché responsabile di aver commesso un illecito disciplinare – con una multa che oscilla tra i 600 e i 1500 euro (somma passibile di ulteriore aumento in caso di contraffazione del Green Pass). I trasgressori saranno considerati assenti ingiustificati, ma non è previsto il licenziamento del personale, come invece ipotizzato nella prima bozza del decreto. Dopo cinque giorni di assenza, tuttavia, scatta la sospensione del lavoratore che non potrà ritornare nel luogo di lavoro fino a quando non avrà regolarizzato la sua posizione.

I lavoratori che invece decideranno di non vaccinarsi e di recarsi sul luogo di lavoro muniti di tampone, dovranno provvedere autonomamente al pagamento dell’esame. Invece, “per i cittadini con disabilità o in condizione di fragilità che non possono effettuare la vaccinazione anti SARS-CoV-2 a causa di patologie ostative certificate, nonché per i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica” si assicura la gratuità del tampone rapido e molecolare.  L’obbligo del Green Pass è previsto non soltanto negli impieghi pubblici e nelle aziende private, ma anche per la  categoria dei lavoratori autonomi e per i liberi professionisti. Anche nel caso di lavori domestici – baby sitter, dogsitter, colf et similia – vale l’obbligo di esibizione della carta verde, la cui validità sarà certificata dalle famiglie, dagli anziani o dai singoli cittadini, perché in questo caso sono loro i datori di lavoro.

Infine, per chi lavora in smart working non è previsto l’obbligo del Green Pass, ma un dipendente senza Green Pass non può chiedere di lavorare da casa: non vaccinarsi, non sottoporsi a tamponi o non poter dimostrare la propria guarigione dal Covid non è motivo valido per richiederlo.

CONCITA CARMENI

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