NAZA di Yuval Abraham, Rachel Szor, 80 minuti,TheGuardian JW Film, UK-USA, 2026.
A grande richiesta, il film documentario NAZA è di nuovo nelle sale cinematografiche di tutta Italia da venerdì 16 fino a 18 domenica di ottobre, e quindi anche al cineteatro Andrea Camilleri di Troina, con inizio alle ore 20.
NAZA è il termine in codice che usa l’esercito israeliano per indicare il numero di civili uccisi, nel corso delle operazioni militari nella Striscia di Gaza, dove si contano circa 70 mila vittime civili, di cui 22 mila bambini e bambine innocenti.
Nel film documentario sono raccolte le testimonianze anonime di 24 membri dei servizi segreti e dell’esercito dello Stato d’Israele, che raccontano le operazioni militari contro il popolo palestinese della striscia di Gaza. Non si vedono immagini di distruzione delle città, ma volti oscurati che raccontano con voci alterate, per non farsi riconoscere, le violenze inflitte dall’esercito israeliano di Netanyhau, Ben–Gvir e Smotrich all’inerme popolo palestinese.
Violenze che hanno i tratti di un genocidio, come ha messo in evidenza la giurista sudafricana Navanethem (Navi) Pillay, premio Nobel per la Pace 2026.
Yuval Abraham e Rachel Szor, che adesso rischiano la loro vita per aver realizzato NAZA, hanno dichiarato di aver fatto questo film perché “spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile”.
Dalle testimonianza raccolte emerge con estrema e brutale chiarezza come, con le nuove tecnologie usate dall’esercito israeliano nelle operazioni militari contro i civili nella Striscia di Gaza, gli uomini, le donne, le bambine e i bambini della Striscia di Gaza sono trasformati progressivamente in numeri ed informazioni operative.
Andare al cinema per vedere Naza è un gesto di solidarietà verso il martoriato popolo palestinese e nei confronti dei due giovani coraggiosi cineasti israeliani.
Silvano Privitera
