Leone d’Argento alla Biennale di Venezia per Giuseppe Calabrese

Al regista e docente Giuseppe Calabrese assegnato il leone d’argento per la Creatività alla Biennale di Venezia, per il documentario “Scheilandia”, realizzato insieme ai suoi alunni dell’IC di Altivole.

Il premio viene assegnato a progetti aventi come finalità lo sviluppo nelle scuole della creatività applicata al campo delle arti e della conoscenza quali strumenti utili a diffondere responsabilità civile e solidarietà umana.

Scheilandia, spiega il regista, è un documentario sperimentale che racconta un’esperienza didattica e umana nata dalla partecipazione al concorso nazionale Inventiamo una Banconota indetto dalla Banca d’Italia”.

Ispirato al cinema on the road, il documentario è un viaggio che parte dal corridoio della piccola scuola trevigiana e corre in treno fino a Roma. Tra passato, presente e futuro, i ragazzi incontrano i loro miti e si relazionano con personaggi significativi per la loro formazione.

“Con la produzione di questo documentario, continua Giuseppe Calabrese, ho voluto sperimentare con i miei alunni i linguaggi del cinema, non solo in maniera teorica, ma in quanto discipline in grado di contrastare l’analfabetismo visivo, formando un pubblico consapevole, capace di dialogare da protagonista con la rivoluzione digitale e tecnologica in atto”.

Diversi sono gli aggettivi con cui gli stessi alunni hanno definito il documentario: human, green, social, urban. Questo perché il documentario offre diversi spunti di riflessione sulle questioni attuali della società.

“Tale progetto valorizza l’applicazione della creatività da parte degli studenti confermando una particolare attenzione per la stessa come impegno”, queste le parole pronunciate dal presidente della Biennale, Roberto Cicutto, in occasione dell’assegnazione del premio avvenuta all’Arsenale di Venezia lo scorso 25 novembre.

“Questo prestigioso premio, conclude Giuseppe Calabrese, è un sigillo, un incoraggiamento ai sogni condivisi, perché “Scheilandia” in fondo è il racconto di un sogno condiviso tra studenti, docenti e realtà territoriali. Sono convinto che il cinema documentario o cinema del reale sia uno strumento fondamentale per realizzare all’interno delle scuole e oltre, nuovi cammini formativi e una concreta didattica interdisciplinare”.

Sandra La Fico

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