Le tavolate di San Giuseppe: tra tradizione e innovazione rimangono vive nella memoria collettiva

Fervono i preparativi per le tavolate in onore di San Giuseppe, un’antica tradizione siciliana, che si rinnoverà anche a Troina lunedi  18 marzo. Ad organizzarle il gruppo famiglia Gagliano presso la propria abitazione in via Bonfornello e un gruppo di devoti nel quartiere San Rocco.

Originariamente offerto ai bisognosi e agli orfani del vicinato, il banchetto è una tradizione che risale al ‘700 come ringraziamento da parte dei devoti per una grazia ricevuta.

Una leggenda racconta di una grave siccità che causò in Sicilia una incessante carestia. Molti morirono di fame, e i siciliani invocarono San Giuseppe, pregandolo di liberare l’isola. A seguito di questo episodio fu preparata la “Tavola di San Giuseppe”: un altare decorato con cibi prelibati e speciali, fiori e altri oggetti per ringraziare il Santo dei miracoli. La tavolata organizzata dal gruppo  famiglia Gagliano  negli anni si è arricchita di eventi artistici e culturali  grazie al lavoro di un nutrito numero di devoti  in collaborazione con  la confraternita di San Giuseppe,  l’amministrazione  comunale  e la direzione didattica di Troina.

Devozione, sacrifici e tradizione caratterizzano invece la tavolata nel quartiere San Rocco. La prima tavolata  è stata fatta nel 2012 e da allora ogni anno i devoti del quartiere San Rocco si danno appuntamento tutti gli anni. I partecipanti si preparano all’evento parecchie settimane prima nello spazioso e accogliente garage messo a disposizione dalla famiglia Impellizzeri.

“La preparazione della tavolata è un momento di aggregazione e di unione fraterna tra tutti i partecipanti  – spiega Giuseppe Misuraca in rappresentanza del quartiere San Rocco – tra di noi si respira un clima gioioso e familiare che rende piacevole il faticoso lavoro e i sacrifici che facciamo di cuore ogni anno perché tutto sia perfetto.  È un’esperienza carica di emozioni . Ci auguriamo che i giovani si avvicinino di più a queste belle tradizioni”.

Ai visitatori verrà offerto  un vassoio che contiene i cosiddetti cibi di San Giuseppe, piatti semplici della tradizione siciliana. Nello specifico verranno offerti ceci, finocchi selvatici, cardi con mollica, baccalà impanato, formaggio, olive, pane, cudduruna, biscotti e dolci vari.

Nella tavolata di via Bonfornello, una novità rispetto agli altri anni è l’aggiunta di un nuovo piatto, il “Piatto di San Giuseppe” realizzato dallo chef Stefano Leanza.

“Sono circa 50 le famiglie che partecipano attivamente alla tavolata, ciascuno secondo le proprie possibilità – continua Misuraca – Tante persone fanno spontaneamente delle donazioni di denaro o di cibo. È straordinario come ciascuno esprima in tanti modi diversi la propria devozione al santo. La preghiera e la devozione sono  il filo conduttore.  Chi ha ricevuto una grazia o sta attraversando un momento difficile silenziosamente si adopera per ringraziare offrendo il proprio tempo, le proprie energie e spesso offrendosi di comprate l’occorrente per preparare i piatti. Di solito la sera della tavolata abbiamo  distribuito ai visitatori quasi mille piatti”.   E così nei giorni che precedono la tavolata, mentre gli uomini offrono il loro tempo per andare a cercare faticosamente finocchi selvatici o cardi, le donne si occupano di pulirli e cucinarli.

Quella del 18 marzo, per il gruppo tavolata della famiglia Gagliano,  sarà una giornata intensa e ricca di appuntamenti culturali. Alle  7.30 del mattino infatti gli artisti della “Via dell’Arte” tra i suggestivi vicoli del centro storico  inizieranno i propri lavori, una vera e propria estemporanea d’arte ispirata all’iconografia di San Giuseppe.

Un interessante progetto sulle tradizioni locali, realizzato in collaborazione con la direzione didattica, darà spazio ai bambini che hanno realizzato una preghiera a San Giuseppe lungo la scalinata di via Baudo.   Prevista  dalle 9.00 alle 13.00 la visita alla tavolata da parte delle scolaresche delle varie scuole di infanzia, scuole  primarie, scuole medie e superiori. Alle  ore 12.30 si rinnoverà l’antica tradizione dei ” vicchiunedda”, un pranzo comunitario in onore del santo insieme  agli ospiti dell’ Oasi Maria SS di Troina. Alle 15.00 la Confraternita visiterà le  case di riposo. Sarà alle 20.00 il momento più atteso, nel quale i devoti di entrambe le tavolate, accoglieranno insieme alla confraternita di San Giuseppe, il sacerdote, padre  Pietro Maccarrone, per un momento di preghiera comunitaria e la  benedizione dei cibi da distribuire.

Subito dopo un momento suggestivo: “l’Affidamento al cielo”  della preghiera realizzata dal II G plesso Scalforio  mediante una mongolfiera. Seguirà poi l’inaugurazione della “Via dell’Arte”  con i Madonnari di Sicilia, l’artista argentina Maria Del Valle e il pittore Mikhail Albano. Spazio all’arte in tutte le sue espressioni. All’evento sarà presente infatti anche il gruppo San Giuseppe della città di Scicli che esporrà una particolare bardatura interamente realizzata con i fiori.  La festa di San Giuseppe a Scicli è una speciale infiorata a cavallo,  nella quale i disegni floreali raccontano la Sacra Famiglia e la fuga in Egitto.

 

“Ogni anno è sempre una nuova emozione – ci racconta Natalino Gagliano –  Nell’allestire l’altare con al centro l’immagine della Sacra Famiglia e nel preparare devotamente i cibi da offrire si respira la gioia della condivisione. La vera magia  è stata da anni il vedere collaborare la gente che dimostra la sua devozione al santo in svariati modi. È appagante essere confortato da persone semplici provenienti da diversi paesi più o meno lontani”.

I festeggiamenti in onore di San Giuseppe continueranno nella giornata del 19 marzo con le messe mattutine , la processione alle ore 18.00 e alle ore 21.00 la benedizione di una grande tavolata organizzata dalla Confraternita e allestita in piazza Conte Ruggero.

 

Silvana Trovato Picardi

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