La Società Troinese di Storia Patria chiede la ricollocazione a Troina dei reperti archeologici di questo territorio in carico al “Museo Regionale Archeologico Pietro Griffo” di Agrigento. Lo fa con una nota formale indirizzata al direttore del Parco Archeologico della Valle dei Templi Roberto Sciarratta e al dirigente della UOB S30.3 “Museo Archeologico Regionale di Agrigento” Giuseppe Avenia. Per conoscenza la nota è stata trasmessa al direttore del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa romana del Casale di Piazza Armerina Carmelo Nicotra, al soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Enna Angelo Di Franco e sindaco di Troina Alfio Giachino.
Nella nota si richiede “la restituzione e ricollocazione a Troina dei reperti archeologici qui portati alla luce (campagne di scavi 1958-1960 del dott. Elio Militello) e da decenni nei depositi – alcuni anche esposti – del Museo Pietro Griffo”.
La vicenda è annosa nei suoi risvolti. Circa trenta anni fa il Segretario della Società Troinese di Storia Patria Giuseppe Scorciapino che con il Presidente Massimiliano Ragusa ha firmato la nota – nella sua funzione allora di sindaco di Troina – avviò una interlocuzione con il responsabile pro tempore del Museo e si recò appositamente ad Agrigento per perorare questa causa. Si registrò una promettente apertura al riguardo. A cui però negli anni, e malgrado l’impegno delle amministrazioni comunali di Troina succedutesi, non sono seguiti fatti concreti.
È il caso di rimarcare, a questo punto, un aspetto di non poco conto. Allora, alla metà degli anni ’90, da parte del Comune poteva essere offerta solo la disponibilità di una vetrina espositiva stabilmente allestita in qualcuna delle sale del Municipio. Nella Torre Capitania consistenti lavori di recupero e ristrutturazione erano in corso ma ancora lontani dalla conclusione. Oggi invece Troina dispone di un proprio strutturato “Sistema Museale” civico nella Torre Capitania e nel Palazzo della ex Pretura nel centro storico. Il sistema museale, oltre al “Museo Robert Capa” e al “Lapidarium” intitolato al concittadino archeologo professore Cleofe Giovanni Canale, comprende anche l’ “Antiquarium Archeologico”.
Nell’”Antiquarium” nella Torre Capitania sono esposti – e visitati – reperti archeologici a partire dalla preistoria oltre che del periodo classico-ellenistico. Troina possiede dunque strutture e requisiti per esibire le testimonianze archeologiche del suo passato. “Una disponibilità – si legge nella nota – che rende non solo fattibile ma auspicabile e concretizzabile il “ritorno” dei reperti in argomento tanto più che a questo si aggiunge la disponibilità di locali di deposito dotati di sistemi di sorveglianza e sicurezza”.
Nell’ultimo decennio, tra l’altro, i materiali depositati ad Agrigento hanno ricevuto particolare attenzione da parte dell’Università di Messina: diverse sono state infatti le tesi di laurea e di dottorato che li hanno avuti per tema. Il loro studio potrebbe proseguire con più agilità se fossero a Troina, dove l’Università effettua campagne di scavo e studia i materiali, qui depositati, degli scavi degli anni ’70-’90.
Altra considerazione non marginale: nella imponente offerta archeologica del “Museo Griffo” di Agrigento i pochi reperti provenienti da Troina di fatto scompaiono o si diluiscono alquanto come pregio e consistenza mentre qui, per ovvi motivi sia di quantità che di origine, costituirebbero un “corpus” espositivo di certo qualificante e attrattivo, trattandosi di materiali provenienti dalla necropoli, specie nell’ottica di assicurare la fruizione dei beni culturali nella loro naturale giacitura.
Sin qui i contenuti della nota formale di richiesta trasmessa dalla Società Troinese di Storia Patria. Alla quale si potrebbe aggiungere una sorta di “Piano B”, tuttavia non immediato e ben più di prospettiva nel tempo nel caso non fossero ritenuti pienamente idonei ad Agrigento i locali dell’”Antiquarium” nella Torre Capitania. A ridosso dell’area archeologica di Troina sorge l’edificio scolastico “Corso”, ormai da anni dismesso dalla sua originaria funzione. Attualmente costituisce una sorta di “base logistica” delle campagne di scavi e formazione universitaria condotte nell’area dell’antico abitato ellenistico. Nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza vi sono depositati (ma non esposti) reperti e cocci man mano venuti alla luce, in buona parte ancora da studiare, classificare e in più casi da ricomporre. Ebbene, con lavori di ristrutturazione e riconversione di non esorbitante importo l’ex edificio scolastico “Corso” potrebbe essere “musealizzato”, così da accogliere ed esporre – con ogni requisito di custodia, sicurezza, afflusso e deflusso dei visitatori – tutti i reperti archeologici di Troina. A cominciare da quelli che dovrebbe restituire il Museo Archeologico di Agrigento ad altri in più luoghi depositati e continuando man mano con quelli che vengono alla luce. Sarebbe un caso esemplare di museo archeologico collocato nell’area da cui proviene la gran parte dei reperti.
Realisticamente, però, bisogna riconoscere che tale soluzione per il suo completamento richiederebbe finanziamenti e diversi anni di tempo. Mentre la restituzione e l’esposizione nell’“Antiquarium” della Torre Capitania potrebbe risolversi in un arco temporale decisamente più breve e quasi a costo zero.

Redazione “94018.it”
