La Società Troinese di Storia Patria chiede prosecuzione e stabilizzazione negli anni degli scavi archeologici a Troina

La Società Troinese di Storia Patria chiede la prosecuzione e stabilizzazione negli anni delle campagne di scavi archeologici a Troina. Lo fa con una nota indirizzata all’Assessore regionale dei beni culturali, al Dirigente Generale del Dipartimento regionale dei beni culturali, alla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Enna e al Direttore del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa romana di Piazza Armerinada cui territorialmente l’area archeologica di Troina dipende. Per conoscenza la lettera è indirizzata anche al Sindaco Alfio Giachino.

La Società Troinese di Storia Patria considera di vitale e imprescindibile importanza che si dia continuità alla prosecuzione delle annuali campagne di scavi che nei dintorni immediati dell’abitato e/o nell’abitato stesso hanno luogo per alcune settimane l’anno. Queste campagne sono condotte, già a partire dal 2015,dall’Università di Messina e segnatamente dalla cattedra di Metodologia della ricerca archeologica di cui è titolare la professoressa Caterina Ingoglia, spesso in collaborazione con altri atenei nazionali e anche stranieri.

È richiesta continuità e stabilizzazione delle campagne di scavi sia per ragioni proprie di ricerca archeologica che possano positivamente continuare a fare luce in particolare sul periodo ellenistico e romano o anche successivo della millenaria storia di Troina e, non meno, per l’apporto concreto che tali campagne danno alla formazione sul campo di decine se non centinaia di giovani aspiranti archeologi italiani provenienti da università siciliane e d’Oltrestretto – e stranieri.

Peraltro il Comune di Troina – si legge nella nota – si è sempre assunto a tale proposito oneri di accoglienza e ospitalità dei vari gruppi di lavoro con conseguente sgravio per le destinazioni di bilancio dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

È alla luce delle considerazioni sopra espresse – continua il documento – che si rivolge alle Autorità competenti in indirizzo il più vivo e pressante appello perché, ai fini di una funzionale programmazione, il progetto in argomento possa contare anche nelle prossime annualità su di una calendarizzazione e attuazione certa con regolari stanziamenti, trattandosi peraltro di importi non particolarmente onerosi come incidenza sul bilancio dell’Assessorato e delDipartimento in indirizzo.

Su tale impegno conclude la nota – la Società Troinese di Storia Patria sarà sempre attenta agli ulteriori sviluppie, per quanto nei suoi obblighi statutari e nelle sue competenze, manifesta la massima disponibilità a collaborare con le istituzioni in indirizzo e con l’équipe di archeologi che lavora a Troina.

Nell’area archeologica della Catena, nella parte sud-orientale del centro abitato, il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’ateneo peloritano nell’ambito del progetto ArcheoTroina, ha portato alla luce strutture di età ellenistica e romana, un insediamento abitativo tardo-antico vissuto fino all’VIII secolo sotto i Bizantini, un edificio absidato e una necropoli medievale del XIII secolo.

Nel dettaglio i rilievi hanno evidenziato che ad un edificio di età ellenistica si sovrappone un insediamento abitativo del periodo tardo-antico, la cui vita continua sino all’arrivo del Bizantini i quali, nell’VIII secolo d. C., cambiarono la destinazione dell’area e realizzarono una chiesa a navata unica. Per la sua costruzione furono riutilizzati i blocchi del grande edificio ellenistico e un vano dell’insediamento tardo-antico con pavimento in cocciopesto. L’area attorno alla Chiesa ha ospitato per secoli un cimitero e ha mantenuto questa destinazione almeno fino al XVI secolo.

Anche nei prossimi mesi, per alcune settimane, la campagna di scavo e formazione riprenderà nell’areadella Catena. Lo scavo non proseguirà nello stesso settore in quanto impedito dalla presenza di edifici abitativi che non ne consentono la continuazione lineare ma si concentrerà su altri settori più a est, a poche decine di metri.

A Troina inoltre hanno avuto luogo nel 1997-2002 e, più recentemente, nel 2023 altre due importanti campagne di scavi in aree del territorio comunale distanti alcuni chilometri, a sud-sudest dell’abitato, sempre con il fattivo impegno del Comune. Entrambe le campagne sono state guidate dal professore Simon Stoddart, archeologo, preistorico e accademico britannico dell’Università di Cambridge, coadiuvato dalla moglie Caroline Malone docente di Preistoria dal 2013 a qualche anno fa nella Queen’s University di Belfast, in Irlanda del Nord.

Redazione 94018.it

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