La Battaglia di Troina

Il 6 agosto è una data che ogni troinese con orgoglio porta scolpita nel cuore, è l’anniversario della “Battaglia di Troina, che nel 1943, segnò una pietra miliare nella seconda guerra mondiale.

Gli alleati sbarcati in Sicilia il 9 luglio, dopo un avanzare lento,  nel tentativo di liberare l’isola dal nemico, a Troina disputarono lo scontro bellico più difficile e senza precedenti, che permise di sconfiggere il nemico, ed entrare in città, segnando l’inizio della fine della seconda guerra mondiale.

Una battaglia costata la vita a tantissimi civili e raccontata dai tanti superstiti che la subirono in prima persona, e che a noi oggi arriva grazie alle immagini realizzate dal fotografo che seguì l’intero tragitto, documentando ogni fatidico istante, Robert Capa.

Nato in Ungheria da una famiglia ebrea, naturalizzato negli Stati Uniti d’America, Robert Capa, raccontò con dovizia lo sbarco in Sicilia degli alleati americani, prestando particolare attenzione alla cruenta Battaglia di Troina, facendo diventare i protagonisti di alcune foto, immagini simbolo della seconda guerra mondiale.

Il contadino che indica la strada al soldato, la bambina salvata dalle macerie, i soldati che si riparano all’ombra della statua della Vittoria Alata.

Flash sul passato, sulla storia di un popolo che ci ha preceduto, e che ha combattuto per liberarsi dal nemico.

Una storia ampiamente raccontata nelle immagini del fotografo, al quale il comune di Troina ha dedicato un museo, in pieno centro storico, dove ad accogliere i visitatori, l’amministrazione ha collocato una statua in bronzo, realizzata dall’artista troinese Igor Castellano, a memoria di colui che rese omaggio alla vittoriosa Battaglia di Troina.

“Oggi tutti possediamo un cellulare o una macchina fotografica per immortalare ogni momento della nostra esistenza, spiega Igor Castellano, e tante volte smettiamo di vivere il presente, per rivederlo in un’immagine. Robert Capa, rischiando la propria vita, si è calato in una guerra che non gli apparteneva, per raccontare ai posteri, la tragedia, l’orrore, ma anche la forza di un popolo che con coraggio e dignità affronta la devastazione e si rialza. Mentre realizzavo la statua, ho cercato di vedere attraverso i suoi occhi, e ho realizzato la statua di un uomo come tanti, inconsapevole del miracolo che sta compiendo col semplice gesto di fotografare l’attimo”.

Sandra La Fico

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