Ignazio Corsini

Chissà che Camilleri non avrebbe tratto ispirazione per un suo romanzo ambientato tra Troina, Nicosia e Agira negli anni a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, se avesse saputo qualcosa sulle origini di Ignazio Corsini “el caballero cantor” (il cantante gentiluomo), musicista e paroliere di tango che in Argentina è considerato una gloria nazionale. Per ricordarlo con solenni e costose manifestazioni, il comune di Troina organizzò dal 2009 al 2012 quattro edizioni annuali del “Festival Corsini”, con manifestazioni musicali, esibizioni di ballerini di tango e premiazioni, perché si pensava che Corsini, emigrato in Argentina nel 1901, quando ancora era un bambino, fosse nato a Troina nel lontano 1891. Grazie ad una scoperta di Basilio Arona, uno storico locale con uno straordinario fiuto da segugio di archivio, che è andato ad Agira a tirar fuori l’atto di nascita di Corsini che ci ha girato, apprendiamo che Corsini non è nato a Troina, ma nel paese di Diodoro Siculo. Non è una scoperta da poco, se si pensa che anche nella biografia di Corsini scritta dal figlio leggiamo che “el caballero cantor” è nato a Troina nel 1891 (“Andrea Ignacio Corsini, nombre completo de mi padre, naciò en Italia el 13 febrero 1891. Su madre inscribò el nascimento en Troina de la provincia di Catania”). Ma non fu la madre a dichiarare la nascita di Corsini. Nell’atto di nascita di Corsini recuperato da Arona nei registrati anagrafici del comune di Agira, leggiamo che il 4 febbraio 1891 davanti all’assessore anziano Palombo Carmelo si presentava Valle Filippa di 30 anni, “villica” (contadina), che, in presenza di due testimoni Grazia Pistorio di 27 anni e Bertoldo Grazio di 70 anni, entrambi villici e analfabeti, per dichiarare che “alle 4 del pomeriggio del 3 febbraio corrente mese nella casa posta in via Nocera 22, da una donna che non consente di essere nominata, è nato un bambino di sesso maschile a cui do il nome di Andrea e il cognome di Corsini”. L’assessore Palombo dispose l’invio del bambino all’ospizio per gli esposti in Nicosia”. Alla fine dell’800 la nascita di un figlio illegittimo era un evento che suscitava scandalo nell’ambito di un piccolo paese, come Agira. L’onore della donna e la reputazione della sua famiglia subivano un grave danno. Da qui l’esigenza di allontanare subito il bambino appena nato, inviandolo fuori dal paese in un brefotrofio. Il piccolo Andrea fu adottato da una donna di nome Soccorro Salomone. Non è da escludere che la donna sia vissuta con il piccolo Andrea per molti anni a Troina da dove nel 1901 emigrò in Argentina con il bambino adottato. In Argentina, Andrea aggiunse al suo nome di battesimo il nome Ignacio. Dotato di straordinarie qualità vocali, un portamento elegante e di animo gentile, non gli venne difficile farsi acclamare “el caballero cantor”. Camilleri, nel congegnare il suo romanzo, avrebbe intrecciato una storia attorno alle domande che ci facciamo oggi. Chi era il vero padre del piccolo Andrea? Un rappresentante della classe agiata di quel periodo, che potrebbe essere stato un proprietario terriero o un avvocato o un medico, che ha approfittato di una bella popolana, una “villica” per usare il linguaggio dell’assessore Palombo, ingravidandola? Che del bambino appena nato non voleva sapere nulla. Anche la madre volle liberarsene subito mandando nell’ospizio per gli esposti di Nicosia, non si fece riconoscere, ma abbiamo motivo di sospettare che i suoi compaesani sapessero chi fosse. E chi era Soccorro Salomone, che adottò il piccolo Andrea, tirandolo fuori dal brefotrofio, e lo portò con sé in Argentina partendo verosimilmente da Troina. È stata lei, che Corsini credeva fosse sua madre o la considerava come una madre pur sapendo che non era, a dire alle autorità argentine, appena arrivata nel paese sud americano, a dire che Andrea era suo figlio e che era nato a Troina? E perché non ha mentito? Forse per impedire che Andrea, una volta cresciuto, si sarebbe fatto tanto domande su chi era la sua vera madre, chi era suo padre e di quale paese era? Tante domande da cui partire per intrecciare una storia alla Camilleri. Corsini morì in Argentina il 26 luglio 1967.

Silvano Privitera

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