Dieta e ambiente… un pianeta da salvare

In questo articolo piu00f9 che di alimentazione vorrei portare lu2019attenzione su quanto le nostre scelte alimentari influenzano lu2019ambiente.
Scegliere una fettina di carne, che sia a Km0 o confezionata o preferire come fonte proteica le lenticchie ha un impatto molto diverso sullu2019ambiente.
Vi siete mai posti il problema?

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Vi presento la piramide dellu2019impatto ambientale. Eu2019 una piramide complementare e rovesciata rispetto quella alimentare, di cui vi ho parlato qualche giorno fa (vedi articolo del 17maggio), in punta ci sono gli alimenti che hanno un impatto ambientale basso e via via andando verso la base (alto) lu2019impatto sullu2019ambiente aumenta.

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Si parla di impronta ecologica degli alimenti, ciou00e8 il peso energetico e ambientale associato a tutte le fasi produttive, dalla coltivazione delle materie prime fino alla distribuzione, cottura, inscatolamento, refrigerazione.
Dal confronto tra le due piramidi si vede che i cibi consigliati per un consumo giornaliero corrispondono alla punta della piramide ambientale, quelli da preferire occasionalmente corrispondono alla base della piramide ambientale. Vi u00e8 quindi una perfetta corrispondenza tra gli alimenti nocivi per la salute e quelli che lo sono per il pianeta e gli alimenti benefici per la salute e piu00f9 leggeri per lu2019ambiente.

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Ma torniamo alla nostra fettina di carne, cosa cu2019entra con lu2019inquinamento? Agnello, manzo e formaggio sono i maggiori produttori di inquinamento. I ruminanti (bovini ed ovini) producono metano come effetto secondario dei propri processi digestivi e lo rilasciano in atmosfera insieme alle esalazioni derivanti dal loro letame in decomposizione. Gli animali allevati negli Stati Uniti producono 500 milioni di tonnellate di letame ogni anno, il letame che si decompone, parlando di quantitu00e0 cosu00ec grosse, va a contaminare la nostra falda acquifera. Ogni anno per nutrire la popolazione di ruminanti negli allevamenti vengono spesi ingenti quantitu00e0 di euro, utilizzati milioni di ettari di terre e milioni di kilogrammi di pesticidi. Per non parlare poi delle condizioni in cui vengono tenuti gli animali. Tutto questo a fronte di una richiesta sempre maggiore da parte dei consumatori.

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u00c8 stato calcolato che se solo la popolazione degli Stati Uniti decidesse di rinunciare a carne e derivati per un solo giorno alla settimana, in un anno,u00a0risparmieremmo alla nostra atmosfera lu2019inquinamento prodotto da 7.6 milioni di automobili. Secondo unu2019analisi ogni kg di cibo consumato produce circau00a086.4 kg di CO2 se si tratta di carne di agnello, 59.6 kg se si tratta di manzo, 29.7 kg se si tratta di formaggio. I broccoli generano circa 1.9 kg di CO2 contro le lenticchie che ne producono solo 0.89. Va inoltre notato che per le fonti vegetali, la maggior parte delle emissioni nocive u00e8 legata al trasporto, alla cottura ed allo smaltimento dei rifiuti.

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La scelta sta a noiu2026 Non serve prendersela con gli allevamenti, con i macelli, i supermercati o i ristoranti; le attivitu00e0 commerciali, infatti, rispondono ad una domanda.

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Quindi, ogni giorno e quando facciamo la spesa chiediamoci sempre cosa u00e8 meglio sia per noi ma anche per lu2019ambiente. Un ambiente malato fa ammalare anche noi e non importa se alcune realtu00e0 si trovano lontane centinaia di km: acque ed aria non conoscono confini, il problema ormai u00e8 globale.
Le scelte alimentari dei singoli e della collettivitu00e0 hanno riflessi notevoli su ognuno di noi, sulla societu00e0 e sullu2019ambiente e influenzano il futuro del pianeta.

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Consiglio la visione del film u201cCowspiracyu201d.

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Adriana Colletti
Biologa Nutrizionista

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