La Caritas Francescana (organizzazione di volontariato) non ha più soldi per l’acquisto di medicinali e per il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas in favore delle persone in difficoltà. Per questi interventi assistenziali, la Caritas Francescana ha utilizzato in deroga il 10 per cento delle some del progetto regionale “Acquisto generi alimentari”. E’ certo che chiederà un’altra deroga alla Regione Siciliana per poter riprendere a pagare farmaci e utenze alla persone in difficoltà, utilizzando parte delle somme del progetto regionale “Acquisto generi alimentari”. A beneficare di questi interventi assistenziali non sono solo troinesi che vivono in condizioni di difficoltà economiche. Ce ne sono anche di Capizzi, Paternò e Catania. Continua la distribuzione settimanale di generi alimentari di prima necessità a chi non se li può comprare. L’ha comunicato, con un avviso pubblicato sui social, padre Piergiovanni Sanfilippo, il presidente della Caritas Francescana, che invita le persone in difficoltà a rivolgersi ai Servizi Sociali del comune di riferimento per pagare farmaci e utenze. Sanfilippo rinnova l’appello ai comuni “per la costituzione di un Fondo di solidarietà comunale da gestire in convenzione con un’associazione di volontariato o un’associazione di promozione sociale”. Quello che Sanfilippo propone per Troina, l’hanno fatto altrove. “E’ una pratica diffusa in Italia per supportare i cittadini in difficoltà, basata sui principi di sussidiarietà orizzontale e sul codice del terzo settore”, aggiunge Sanfilippo. Lo scopo del fondo – come spiega Sanfilippo – è quello di “fornire assistenza immediata a persone o famiglie in situazioni di disagio economico, evitando il passaggio burocratico e talvolta umiliante dei servizi sociali”. La sede della Caritas Francesca (il convento dei padri cappuccini) è un punto di osservazione privilegiato per cogliere la gravità dei fenomeni interconnessi della povertà e delle diseguaglianze sociali in forte aumento.
Silvano Privitera
