Cna Sicilia celebra 80 anni di storia, a Palermo l’assemblea regionale: “Si apra il cantiere della legge quadro sull’artigianato” / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Una giornata di confronto e di rilancio, all’insegna della partecipazione e della voglia di fare impresa. Si è conclusa con un messaggio forte e chiaro l’Assemblea Regionale della CNA Sicilia, intitolata “Generazioni d’Impresa – 80 anni di storia. Nuove energie per il futuro del Mezzogiorno”, che ha visto riunirsi oggi al Marina Convention Center di Palermo centinaia di imprenditori provenienti da tutta l’isola. Al centro dell’iniziativa, non solo la celebrazione di un traguardo importante per l’associazione, ma soprattutto la necessità di tracciare nuove rotte per il tessuto produttivo siciliano e meridionale.

Da Palermo arriva un appello accorato e deciso alla politica affinché si apra finalmente il cantiere della Legge Quadro sull’Artigianato. Una norma considerata indispensabile per sostenere, modernizzare e tutelare le micro e piccole imprese, vero motore dell’economia regionale. “L’assemblea di oggi dimostra che le imprese artigiane siciliane sono vive, resilienti e pronte a raccogliere le sfide del futuro, ma non possono farlo da sole”, ha dichiarato il Presidente di CNA Sicilia, Filippo Scivoli. “Lanciamo un appello forte alla politica regionale e nazionale: è tempo di aprire il cantiere della Legge Quadro sull’artigianato. Serve un quadro normativo moderno che riconosca il valore sociale ed economico del nostro settore, che semplifichi la burocrazia e che dia strumenti concreti di crescita. Non chiediamo assistenzialismo, ma regole chiare e sostegni strutturali per chi investe ogni giorno nel territorio”.

L’evento è stato anche l’occasione per ripercorrere gli 80 anni di storia della CNA, un viaggio che ha accompagnato l’evoluzione del Paese e dell’artigianato. “Celebriamo 80 anni di storie, persone e valori che hanno costruito la Sicilia e l’Italia”, ha aggiunto il Segretario CNA Sicilia, Piero Giglione. “Oggi raccogliamo questa eredità guardando avanti. Il nostro impegno è quello di essere sempre più una casa accogliente per le nuove generazioni di imprenditori, promuovendo innovazione, formazione e passaggio generazionale. Vogliamo essere il ponte tra la tradizione manifatturiera e le sfide della transizione digitale ed ecologica”.

A chiudere i lavori, portando il sostegno e la visione della Confederazione nazionale, è stato il Presidente di CNA Nazionale, Dario Costantini, che ha rimarcato l’importanza del momento per tutto il sistema associativo: “La Sicilia è un laboratorio straordinario per capire le potenzialità del Mezzogiorno. Le imprese che ho incontrato oggi hanno una straordinaria voglia di fare. Per questo, la richiesta di una legge quadro sull’artigianato è una priorità che condividiamo pienamente a livello nazionale. Dobbiamo lavorare affinché l’Italia riconosca all’artigianato la centralità che merita nelle politiche industriali del futuro”.

La giornata ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni, tra cui il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla, gli Assessori Regionali Edy Tamajo e Giusi Savarino, il presidente della Commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici, e ha incluso una tavola rotonda con accademici, esperti del settore ed imprenditori, tra cui il Rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, il Regional Manager UniCredit Sicilia Salvatore Malandrino, il professore Giuseppe Notarstefano, docente di statistica economia alla LUMSA, moderata dai giornalisti Lidia Tilotta e Pino Aprile.

CNA SICILIA, 80 ANNI DI STORIA

In concomitanza con l’assemblea regionale dell’associazione, Cna ha celebrato il suo 80esimo compleanno con la consapevolezza di avere costruito qualcosa di importante, ma anche che le sfide future sono ostiche e da fronteggiare in sinergia con le istituzioni.

L’evento costituisce un’occasione di confronto su cosa significhi fare impresa nel panorama contemporaneo: le difficoltà legate alla situazione internazionale e le ripercussioni sui costi della vita creano non poche preoccupazioni, ma la presenza all’evento dei rappresentanti del mondo politico permette all’associazione di avanzare richieste e suggerimenti in vista della manovra di fine anno. Altro tema centrale per Cna è il ricambio generazionale: in ottant’anni di storia il modo di fare impresa è cambiato notevolmente, ma con lo sviluppo tecnologico degli ultimi tempi si sta andando incontro a un’ulteriore accelerazione e sarà fondamentale farsi trovare pronti, soprattutto per i giovani.

“Il momento che viviamo oggi è un po’ particolare, ci sono alcune difficoltà legate in primis al caro carburante e ai problemi dell’autotrasporto – sottolinea Scivoli, – Speriamo che il dialogo con il mondo politico sia proficuo: a livello nazionale abbiamo chiesto la riforma della legge quadro sull’artigianato, su cui accogliamo con grande favore l’impegno che si è presa pubblicamente Meloni. A livello locale chiediamo interventi per mitigare i problemi del momento: in particolare abbiamo chiesto uno stanziamento straordinario di 100 milioni di euro nella finanziaria di fine anno per mitigare gli effetti del caro carburante. Ci sono poi altre richieste che riguardano il mondo dei balneari: il ciclone Harry ci richiama a tante difficoltà che si sono succedute, non è assolutamente uno scenario semplice. Chiediamo alla politica disponibilità al confronto e al dialogo: speriamo che chi di dovere ci ascolti e ci dia questa disponibilità, come è sempre avvenuto”.

L’Italia, afferma Giglione, “è stata costruita anche sul valore degli artigiani e questo lo portiamo avanti ogni giorno, avvicinando sempre di più le nuove generazioni attraverso l’innovazione, la formazione, il ricambio generazionale. Abbiamo ereditato il lavoro di altri e abbiamo l’obbligo di dare a chi verrà dopo di noi un’organizzazione ancora più forte per rappresentare il mondo della piccola e media impresa: vogliamo essere da ponte tra la costruzione manifatturiera del passato e le sfide che arrivano dalla transizione ecologica e digitale”.

L’evento odierno, secondo Costantini, rappresenta “un momento di festa, riflessione e ringraziamento per chi ci ha preceduto e consegnato una Cna così forte soprattutto in Sicilia: a livello nazionale abbiamo festeggiato a inizio ottobre con la presidente del Consiglio, mentre a fine novembre avremo il presidente della Repubblica come nostro ospite. Ovviamente festeggiare in un momento del genere non è semplice: le nostre aziende stanno soffrendo, anche qui in Sicilia. Questi sono i giorni in cui iniziamo a confrontarci con il governo sulla legge di bilancio: lo faremo in modo determinato, perché il periodo lo richiede”.

Tanti i temi che Cna porterà sul tavolo: “Parleremo certamente di energia – dichiara il presidente – Non siamo contrari al nucleare, ma certamente non possiamo aspettare 8-10 anni per pagare meno le bollette ed essere più competitivi rispetto alle piccole e medie imprese del resto d’Europa. Al governo chiederemo di inserire in legge di bilancio un miliardo all’anno, per il 2027 e il 2028, sull’autoproduzione di energia per i piccoli capannoni fino a 200 kW: inoltre, viste le difficoltà legate al contesto internazionale, per far assumere i nostri imprenditori abbiamo bisogno di incentivi. L’altro grande tema è la trasmissione d’impresa: abbiamo una classe imprenditoriale molto avanti con l’età, ma i nostri figli faticano a prendere in mano l’impresa perché è costosa ed è costoso cederla. È difficile fare impresa in un paese dove si impiegano 321 ore all’anno per la burocrazia e dove la tassazione è molto alta: dobbiamo creare strumenti per far sì che i giovani prendano in mano questi patrimoni del saper fare italiano”.

Savarino si dice fiduciosa sul dialogo da portare avanti con l’associazione: “Cna rappresenta sempre in maniera attenta le istanze delle categorie iscritte: come governo regionale ascoltiamo i suggerimenti che ci arrivano dalle associazioni di categoria e Cna è sempre tra le più puntuali. Stiamo affrontando un tema importante come la variazione di bilancio, oggi in approvazione della finanziaria: quest’ultima sarà finalmente espansiva, perché il governo Schifani ha chiuso con il disavanzo di oltre 7 miliardi di euro che avevamo ereditato dal governo Crocetta e abbiamo a disposizione circa 1,8 miliardi. Questo significa poter fare misure che servono per continuare a creare sviluppo e alimentare la crescita del Pil: il supporto e la collaborazione di Cna sono senz’altro utili”.

Per Lagalla gli ottant’anni di Cna costituiscono “una cifra importante di orgoglio e di un’identità che si è aggiornata. Oggi le strategie guardano all’innovazione e alla maturazione ulteriore del sistema di impresa: in Italia registriamo un’incapacità di ritrovare funzioni e competenze coerenti con le esigenze delle imprese e del mondo produttivo. Lavorare insieme al mondo d’impresa e alle sue istanze è un impegno che deve vedere l’attenzione delle istituzioni e delle amministrazioni locali: noi abbiamo puntato molto su due asset, ovvero l’industria e l’impresa turistica da un lato e lo sviluppo del digitale dall’altro. Non dobbiamo trascurare il mantenimento del commercio e degli esercizi di vicinato: anche noi istituzioni dobbiamo aggiornarci rispetto alle richieste del mondo del lavoro e alla possibilità di erogare alcune funzioni che possano far convivere la piccola impresa e le grandi catene produttive”.

All’evento ha preso parte anche il Regional Manager UniCredit Sicilia Salvatore Malandrino, il quale evidenzia come “il sistema bancario, soprattutto nello scenario attuale, deve necessariamente evolvere il suo ruolo tradizionale di finanziatore a partner strategico delle imprese. Siamo impegnati nel supporto alle imprese del territorio su tutti i passaggi chiave: innovazione tecnologica, transizione green, potenziamento del capitale umano, passaggio generazionale, apertura ai mercati internazionali. La selettività del credito è inoltre oggi senza dubbio più elevata e richiede che le oltre 370mila imprese attive in Sicilia facciano un passo avanti: bilanci solidi, ma non solo. Serve anche dimostrare una visione industriale chiara e sostenibile, rafforzare la struttura finanziaria e patrimoniale, dotarsi di piani industriali credibili e orientati al futuro, rendicontare l’impatto ambientale e sociale delle attività, potenziare le competenze, modernizzare la governance”.

– Foto xd8/Italpress  –

(ITALPRESS).

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